DENDRONATURA N.2 1986

 

1. Pedrini P (1986). L'aquila reale in Provincia di Trento: consistenza e distribuzione.

 

Riassunto: La presente ricerca aveva come scopo quello di stabilire l'attuale consistenza numerica, distribuzione e stato dell'aquila reale (Aquila chrysaetos) in Provincia di Trento.

Sono stati localizzati fino ad oggi (gennaio 1986) 24 territori di nidificazione, appartenenti ad altrettante coppie di individui e censite altre 8 coppie probabilmente nidificanti. La popolazione stimata è di 38 (±2) coppie. La distanza media tra i siti di coppie confinanti è di 13,8 km (D.S. ±5,2; n=40) con valori minimi nei grandi massicci alpini (11,7 km D.S. ±3,6; n=24) e massimi in quelli meridionali e prealpini (19,4 km D.S. ±7,1; n~9).

Queste differenze, statisticamente significative, sono imputabili all'orografia dei gruppi montuosi e alle diverse condizioni faunistiche. La quota media di nidificazione è di 1.519 m (D.S. ±377); le significative differenze tra i valori medi (p<O,OO1) per aree montane, confermano l'esistenza di una relazione tra la orografia e la distribuzione altitudinale del territorio di nidificazione.

Infine sono presi in esame i possibili fattori di rischio per la sopravvivenza della specie.

 

Abstact: The aim of this research program was to establish the present numerical concentration, the distribution and the condition of the golden eagle (Aquila chrysaelos) in the Province of Trento.

Up to today (january 1986) 24 nesting territories have been located, belonging to the same number of pairs or individuals, and 8 other probable nesting pairs have been registered. The estimated population is of 38 (±2) pairs. The average distance between the sites of neighbouring pairs is of 13.8 km (S.D. ±5.2; n=40) with minimum values in the great alpine massifs (11.7 km S.D. ±3.6; n=24) and maximum values in the southern and prealpine ones (19.4 km S.D. ±7.1; n=9).

These statistically significant differences are attributable to the orography of the mountain groups and to the differing faunistic conditions. The average height of nest-building is of 1,519 m (S.D. ±377); the significant differences between the average values (p<0.001) for the mountainous areas, confirm the existence of a relationship between the orograghy and the altitudinal distribution of the nesting territory. Finally, the possible risk factors for the survival of the species will be examined.

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2. Mattedi S (1986). Risultati preliminari sulla situazione del fagiano di monte (Tetrao tetrix) nella foresta demaniale del Monte Bondone (Trento).

 

Riassunto: Nel periodo 1983-85 il Servizio Parchi e Foreste Demaniali della Provincia Autonoma di Trento ha finanziato e coordinato lo studio dell'entità e delle dinamiche della popolazione del fagiano di monte presente nella foresta demaniale del Monte Bondone (Trento).

L'attività di studio è consistita inizialmente nella individuazione delle aree di canto, nella valutazione del numero di soggetti presenti e nella definizione degli aspetti più importanti dell'ambiente frequentato; in seguito sono state operate catture ed inanellamenti per l'osservazione della dinamica spazio-temporale degli individui presenti, oltre all'esecuzione di rilevamenti e valutazioni sui nidi e sulle covate presenti.

La popolazione studiata si presenta con una consistenza numerica sufficiente ed equilibrata ed in armonia con la natura e le caratteristiche del territorio occupato, il quale gode di tutela e protezione nei confronti di quelle attività umane che determinano con grande frequenza la scomparsa di questa specie da molti ambienti.

 

Abstact: In the 1983-85 period the Parks and State forests Service of the Autonomous Province of Trento financed and coordinated the study of the entity and of the dynamics of the mountain pheasant present in the State forest of Mount Bondone (Trento).

The research activity initially consisted in determinating the crowing areas, in assessing the number of present subjects and in defining the most important aspects of the environment in which they live; later some animals were captured and ringed in order to observe the space-time dynamics of the existing individuals present, and surveys and assessments were made in the nests and broods.

The population studied shows a sufficient and balanced numerical consistency and is in harmony with the nature and the characteristics of the occupied territory, which enjoys protection from those human activities which are increasingly the cause of the disappearance of this species from many areas.

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3. Calovi F (1986). Studio sulla biologia del gallo cedrone nella Foresta Demaniale di Paneveggio (Trento).

 

Riassunto: La ricerca sulla biologia e sulla consistenza del gallo cedrone nella Foresta Demaniale di Paneveggio si colloca nell'ambito di studi e ricerche proposte dal Servizio Parchi e Foreste Demaniali della Provincia di Trento.

L'indagine copre la biologia annuale della specie, concentrando le ricerche nella etologia riproduttiva come: la formazione dell'arena di canto, la distribuzione spaziale dei territori individuali dei maschi e delle femmine e lo studio dei territori di allevamento della prole.

Altre proposte sono la ricerca di una metodologia per il censimento e di una tecnica di rilevamento planimetrico del soprassuolo forestale e del sottobosco.

Una parziale elaborazione dei dati raccolti ha messo in evidenza le caratteristiche della struttura forestale di alcune arene di canto e zone di allevamento della prole.

Inoltre il censimento estivo sul versante sud della Valle del Travignolo e lo studio della territorialità invernale hanno dimostrato la irregolare distribuzione della specie, evidenziando altresì le ragioni biologiche e forestali.

 

Abstact: The study of the biology and presence of the wood grouse in the State Forest of Paneveggio is part of a project promoted by the Park and State Forest Department of the Province of Trento.

The study deals with the annual biology of the species, and particularly with the reproductive biology, such as: the creation of the singing arena, the space distribution of individual territories for males and females, and the study of the territories for young breeding.

Among the plans is the study of a methodology for census-taking and of a technique for planimetric survey of the forest growth and undergrowth.

A partial elaboration of the available data has shown the characteristics of the forest structure in some singing arenas and young breeding areas.

Besides, the summer census taken on the southern side of the Travignolo Valley, together with a study of the winter territory distribution of the species, has shown it to be irregular, because of biological reasons and of forest structure.

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4. De Franceschi P (1986). I tetraonidi alpini. Consistenza ed evoluzione delle popolazioni italiane.

 

Riassunto: Le popolazioni italiane di francolino di monte e di pernice bianca sono stimati in circa 5000/6000 unità e 7000/10000 coppie rispettivamente all'inizio della primavera.

Le popolazioni italiane di gallo cedrone e di fagiano di monte sono stimate in circa 6500/9000 e 37000/42000 unità rispettivamente alla fine dell'estate.

Inoltre, sono discusse le caratteristiche della vegetazione delle arene di canto del gallo cedrone e delle aree di riproduzione del fagiano di monte.

 

Abstact: The Italian populations of Hazel Grouse (Bonasa banasia) and Rock Ptarmigan (Lagopus mutus) were estimated at roughly 5,000-6,000 pairs and 7,000-10,000 pairs, respectively at the beginning of the spring.

The Italian populations of Capercaillie (Tetrao urogallus) and Black Grouse (Tetrao tetrix) were estimated at roughly 6,500-9,000 and 37,500-42,600 birds, respectively at the end of the summer.

Moreover, vegetational features of the Capercaillie leks and of the Black Grouse breeding biotopes were also discussed.

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5. Stefani A (1986). La legge forestale nazionale francese.

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6. Zanin M (1986). Le foreste trentine: patrimonio ambientale culturale e turistico.

Un interessante momento di confronto.

 

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