DENDRONATURA N.1 1981

 

1.  De Franceschi P (1981). Etologia del Fagiano di monte.

 

Riassunto: In questo lavoro viene presentato il comportamento del Fagiano di monte sulle arene di canto delle Alpi, soprattutto per quel che riguarda il periodo riproduttivo. Le osservazioni sono state condotte in un arco di tempo piuttosto lungo (dal 1955 al 1980) su alcuni Balz (5-6) situati sulle Alpi Carniche e, per un periodo più breve (dal 1976 al 1980), su alcune arene di canto (2-3) situate sulle montagne veronesi.

Il numero di maschi presenti sulle arene di canto della zona alpina vera e propria ha subito sensibili variazioni durante il periodo di studio (da un minimo di 8-10 soggetti ad un massimo di 26, nel 1977). Le aree individuali di ciascun maschio nel territorio di canto sono risultate di diversa ampiezza (tra i 280 e i 390 m2) ma non hanno subito notevoli variazioni nel corso del periodo di tempo considerato.

Tutte le arene di canto da me prese in considerazione sono situate al di sopra del limite della vegetazione arborea, su ampie superfici aperte, soggette a pascolo.

All'inizio del periodo riproduttivo, il territorio è ancora completamente coperto di neve poi, a mano a mano che la neve fonde, queste aree risultano praticamente

circondate da una vegetazione arbustale più o meno densa e bassa, costituita solitamente da Ontano verde (Alnus viridis) oppure da Pino mugo (Pinus mugo).

I maschi sono stati suddivisi in due categorie: quelli centrali e quelli periferici; successivamente vengono descritti, esaminati e discussi i vari atteggiamenti dei maschi e delle femmine durante il periodo degli amori.

Gli accoppiamenti osservati sui vari territori sono sempre avvenuti nella parte centrale dell'arena di canto, dove si riuniscono i maschi adulti.

I giovani e i subadulti che si riuniscono nelle aree periferiche, raramente si battono con gli adulti, non frequentano con assiduità il Balz, tendono ad allontanarsi da esso subito dopo il sorgere del sole e si spostano sui territori privi di neve a cercare di procurarsi il cibo.

Infine viene discussa l'evoluzione del canto dei Tetraonidi e gli adattamenti che hanno condotto alcune specie a riunirsi in gruppo durante il periodo riproduttivo (collectively display) e altre a mantenere la monogamia tipica delle specie ancestrali.

 

Abstract: Behaviour or the Black Grouse (Lyrurus tetrix, L.) during the spring, on the leks of the Alps.

This research concerns the spring display of the Black Grouse on the lek of some territories of the Alps. Most observations were made, during a long period (1955 to 1980), on a few leks (5 to 6) on the Eastern Alps and, for a shorter period (1976 to 1980), on a few areas (2 to 3) of M. Baldo and M.ti Lessini.

The mean number of cocks present on the best lek I took into consideration was about 10-12; the greatest number observed on the same lek was 26 (in the spring of 1977).

The territory size of each male on the lek slightly varied during the spring and through the years of study; they meanly measured 280 to 390 square meters.

All the leks I considered are situated above the timber line on wide open areas, covered by deep snow at the beginning of spring display and later surrounded by dwarf-shrubs of Alnus viridis or Pinus mugo.

The cocks present on the lek are divided into two classes: centrai males and peripherical ones.

The changes of the beginning and the end of display from March to June and from September to November are briefly discussed as well as the behaviour of Black cocks during autumnal display.

Behaviour and postures of the subjects of both sexes during the spring activities are widely described and discussed. Females are observed to mate only with central adult cocks.

The young and subadults, placed at the edges of the display ground, are rarely observed to fight with central males. Moreover, the young did not visit the lek assiduously and they daily left the display ground before old cocks (soon after sunrise), to go to get food on territories poorly covered by snow.

Finally the spring display evolution of Tetraonidae species are presented and are discussed some factors that carried some species to display collectively during the spring and others to keep their monogamy and the solitary display typical of ancestral Teatraonids.

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2. Calovi F (1981). Il Gallo cedrone e il Francolino di monte.

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3. De Unterrichter M (1981). Brevi note sul Francolino di monte.

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