DENDRONATURA N.1 1983

 

1. De Franceschi P (1983). Aspetti ecologici e problemi di gestione dei tetraonidi sulle Alpi.

 

Riassunto: L'Autore analizza la struttura delle popolazioni di tetraonidi esistenti in una zona delle Alpi Carniche nel periodo 1955-81.

Dapprima presenta i metodi di censimento utilizzati in tale territorio; essi sono di 3 tipi: diretto, indiretto e statistico. Secondo l'Autore, basandosi sui risultati dei censimenti primaverili delle specie che si riuniscono sulle arene di canto, si può fare una stima della consistenza delle popolazioni presenti sullo stesso territorio alla fine dell'estate. Se le condizioni meteorologiche sono state buone, la consistenza estiva si trova moltiplicando il numera di soggetti di cedrone censiti quotidianamente sui balz (sia i maschi che le femmine) per 1,65 e quello dei fagiani di monte per 3. Quest'ultimo coefficiente varia a seconda delle condizioni climatiche (registrate all'inizio dell'estate) tra 1,3-1,5 e 3,5.

L'incremento annuo nel caso del Fagiano di monte e della Pernice bianca si aggira nelle stagioni normali attorno al 15%; in particolari stagioni e zone favorevoli può raggiungere anche il 30-35%.

La densità del Gallo cedrone e del Francolino di monte sono basse e sono da 2 a 4 volte inferiori ai valori rilevati in altre zone dell'Europa centrale e settentrionale.

Le popolazioni di Fagiano di monte e di Pernice bianca, dopo la rarefazione degli ultimi anni sono andate aumentando nel corso del 1982; i dati raccolti nell'autunno hanno testimoniato un notevole successo riproduttivo per tutte le specie di tetraonidi. Sia nelle popolazioni di Gallo cedrone che in quelle di Fagiano di monte, nel periodo 1955-81, si è constatata una leggera prevalenza di femmine al termine dell'estate.

Il rapporto giovani-adulti è risultato medianamente pari a 127:100 - con un massimo di 257:100 (1982) e un minimo di 54:100 (1963). L'Autore ha riscontrato una elevata mortalità durante la crescita dei giovani tetraonidi, mediamente:

- una covata di cedrone è composta da 6,7 uova ma alla fine dell'estate i giovani sono solo 3,1, con una sopravvivenza del 46%;

- una covata di forcello è composta da 7,2 uova, i giovani alla fine dell'estate sono 4,1 perciò la sopravvivenza dei pulcini è pari al 57% (nella parte più interna della catena alpina, ad una altitudine di 1400-1600 m); ad altitudine inferiore la sopravvivenza cresce e può arrivare fino al 77,9%;

- nel caso del Francolino di monte la percentuale di sopravvivenza è anche più bassa di quella del Gallo cedrone: tuttavia i dati emersi sono insufficienti per dare un valore attendibile;

- la sopravvivenza estiva dei pulcini della Pernice bianca non ha mostrato variazioni rilevanti e si è sempre aggirata attorno al 57%.

Le femmine adulte di Fagiano di monte accompagnate da covata è risultata mediamente pari al 43,6% - con un massimo del 58% (1977) e un minimo del 28% (1978) - del totale di femmine censite in estate.

L'Autore è assolutamente contrario alla caccia primaverile al canto e afferma che essa non ha nessun valore selettivo così come viene praticata. Il prelievo venatorio autunnale del Fagiano di monte non dovrebbe superare il 1O% della popolazione censita in estate (e dovrebbe interessare solo i maschi); quello della Pernice bianca dovrebbe essere al massimo pari al 20%, quando la densità è elevata e la popolazione stabile. Il Gallo cedrone deve essere protetto analogamente al Francolino di monte.

L'Autore sottolinea poi la necessità di ampliare l'organico degli agenti di vigilanza provinciali o regionali e inoltre propone l'assunzione di guardacaccia a livello di riserve comunali o di piccoli consorzi di riserve.

Infine propone alcune tecniche di censimenti di tetraonidi su territori molto estesi e una migliore utilizzazione dei dati relativi agli abbattimenti effettuati sulle Alpi; discute alcune delle tecniche silvicolturali da adottare per gli ambienti in cui vivono i tetraonidi e infine, partendo dai censimenti primaverili del 1981, fa una stima della consistenza e della densità del Fagiano di monte e del Gallo cedrone in Trentino.

 

Abstact: The Author deals with the problems concerning the structure and the reproduction of tetraonid populations living in the Eastern Alps.

From spring censuses it appears that the Black Grouse daily visiting the leks and the ones displaying alone constitute on average 33-34% of the population existing in late summer on the same area (if the weather was fine during early spring). In those territories where hunting is allowed, it would be suitable (in a fixed population high in numbers of Black Grause and of Rock Ptarmigan) to bag a maximum of 10% of the recorded populations of the former species and 20% of the latter one.

Because of its heavy rarefaction, the Capercaillie must be quickly taken away from the hunting bird list, as has already happened to the Hazel Grouse.

Capercaillie and Hazel Grouse densities were observed to be 2 to 4 times lower than those record ed in Finland and in many other countries of Central and Northern Europe. Black Grouse and Rock Ptarmigan densities were not very good but during 1982 there occurred a good reproductive success and now the populations seem to be increasing.

Both in the adult Capercaillie and Black Grouse populations and in the broods there is a weak preponderance of females. Young size rate greatly changed through the years 1955-81: in 1976 the proportion of young black grouses was found to be near 68% (in 1982 it was 72%), in 1963 it was only 35%; on average, at the end of summer, young black grouses were about 56% (in good seasons).

The Author observed that there are many losses after hatching, during the growth of the tetraonid chickens. On average:

- Capercaillie clutches contained 6.7 eggs, the size of broods in late summer was about 3.1 young, in consequence chick survival was 46.2%;

- Black Grause clutches contained 7.2 eggs, the size of broods in late summer was 4.1 young, in consequence chick survival was 57% (at an altitude of 1400-l6OO m above sea-level). The clutch size, the number of young and the survival percentage of Black Grouse were higher in the southern slopes of Alpi Tolmezzine (at a lower altitude);

- The survival percentage, the clutch size and the boods of Hazel Grouse were the lowest in most of the woods of the Alps but they were higher in the young hardwoods of the Prealpi;

- Rock Ptarmigan chick survival was observed to change little through the considered period and was about 57% (in summer).

On the average, adult females of Black Grouse accompanied by broods are always rather low in the considered area: the lowest rate (28%) was found in 1978, the highest (58%) in 1977 and (52%) in 1976.

The Author is totally opposed to hunting during the spring on the leks, because it has no selective value.

At the end he emphasizes the necessity that the hunters should take more interest in wildlife management and collaborate much more with researchers and Research Institutes who are interested in tetraonid biology.

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2. Pezzato C (1983). La popolazione Rupicaprina del Gruppo del Pasubio (Trento): situazione attuale e prospettive future.

 

Riassunto: In questo lavoro viene presentato uno studio della popolazione di camosci presente sul Massiccio del Pasubio (Trento). Le osservazioni, condotte nel triennio 1978-80, ne hanno messo in luce la dinamica la struttura sociale, l'età ed alcuni aspetti etologici. I censimenti sono stati realizzati seguendo itinerari prefissati e predeterminati (transect). Lo studio ha analizzato le possibilità di diffusione della specie considerando i problemi alimentari, con l'analisi qualitativa degli alimenti, la possibilità di scambi con altri branchi, l'azione dei predatori, la possibile diffusione di malattie, il problema del bracconaggio e della sorveglianza. Gli incrementi, pressoché nulli, riscontrati sono imputabili oltre a condizioni strutturali e biologiche della popolazione in esame al bracconaggio che, seppur limitato quantitativamente, incide in maniera elevata data l'esigiutà del numero di capi presenti.

 

Abstact: In this work a study of the chamois population inhabiting the Massiccio del Pasubio (Trento) is presented. Observations, carried out during the 1978-80 three year period, have thrown light on its dynamics, social structure, age and certain ethological aspects. Censuses were carried aut following predetermined and established itineraries (transect).

The study has analyzed the possibility of diffusion of the species, considering feeding problems, with a qualitative analysis of food, the possibility of exchanges with other herds, the action of predators, the possible spreading of diseases and the problem of poaching and guarding. The virtually non-existent growth registered, as well as being due to structural and biological conditions of the population examined, is caused by poaching which, although limited in quantity, has devastating effects due to the small number of animals present.

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