DENDRONATURA N.2 2025
ATTI: WORKSHOP “BENESSERE IN FORESTA”
1. Andreatta G;(2025). L’importanza della conoscenza dell’ecosistema forestale per una completa attività di Forest Bathing e Forest Therapy.
Riassunto: I soprassuoli boscati hanno fornito nel corso del tempo una molteplicità di benefici rivolti alla collettività. Negli ultimi anni, nel nostro Paese si è affacciata una nuova realtà – già da tempo nota nelle Nazioni dell’estremo Oriente – che riguarda il “benessere in foresta’, ovvero i vantaggi psico-fisici che si possono ottenere entrando e permanendo all’interno di un bosco. Addentrarsi in un popolamento forestale è divenuta nella società dei giorni nostri – a differenza del passato – una esperienza non più tanto frequente: come per ogni ambiente “nuovo” che si va a conoscere, l’aspetto emotivo è ben presente, ma si ritiene che sia necessaria anche la conoscenza dell’ecosistema forestale per una consapevole e partecipata completezza dell’esperienza. Conoscere le leggi della Natura, le dinamiche ecologiche, la storia dell’evoluzione del rapporto tra l’umanità e le selve, la geologia, la botanica, la zoologia e la selvicoltura consente di andare oltre alla sola emotività, riuscendo ad apprezzare con maggiore consapevolezza l’ambiente che si sta vivendo. Fondamentale è il ruolo del Selvicoltore – inteso come esperto degli ecosistemi forestali – quale comunicatore, vale a dire colui che è deputato a spiegare il bosco per farlo conoscere. Diversi momenti, differenti tempistiche e livelli di approfondimento possono essere dedicati alla conoscenza dell’ecosistema forestale al fine di giungere a una completa e partecipata attività di forest bathing e di forest therapy.
Parole chiave: benessere forestale, conoscenza ecosistema forestale, importanza
Abstract: Over time, wooded areas have provided a multitude of benefits to the community. In recent years, a new reality has emerged in our Country – already well known in Far Eastern Countries – concerning “well-being in the forest,” or the psychological and physical benefits that can be obtained by entering and staying in a forest. Unlike in the past, entering a forest has become a less frequent experience in today’s society. As with any “new” environment that one encounters, the emotional aspect is very present, but knowledge of the forest ecosystem is also considered necessary for a conscious and participatory completeness of the experience. Knowing the laws of nature, ecological dynamics, the history of the evolution of the relationship between humanity and forests, geology, botany, zoology, and silviculture allows us to go beyond mere emotion and appreciate the environment we are experiencing with greater awareness. The role of the Forester – understood as an expert in forest ecosystems – is fundamental as a communicator, that is, the person responsible for explaining the forest in order to make it known. Different moments, different timings, and levels of in-depth analysis can be dedicated to learning about the forest ecosystem in order to achieve a complete and participatory forest bathing and forest therapy activity.
Key words: forest well-being, forest ecosystem knowledge, importance
2. Doimo I, Pettenella D (2025). Opportunità socio-economiche delle iniziative di Forest Care.
Riassunto: Le Iniziative di Forest Care (IFC) rappresentano un campo emergente che integra salute, benessere e valorizzazione delle foreste, in risposta ai fenomeni di urbanizzazione e distacco dalla natura. Le IFC comprendono pratiche eterogenee, dalle terapie riabilitative al forest bathing, fino ad attività culturali e ricreative, tutte accomunate dall’interazione intenzionale con l’ambiente forestale a fini di cura e prevenzione. A livello internazionale, queste iniziative si sono sviluppate soprattutto in Asia e successivamente in Europa, dove sono considerate non solo strumenti di salute pubblica, ma anche leve per la rigenerazione territoriale e la creazione di Novel Green Forest Jobs. In Italia il settore è dinamico ma frammentato, con numerose esperienze dal basso e un limitato riconoscimento istituzionale. La mancanza di standard, dati sistematici e modelli di finanziamento ostacola una diffusione più ampia. Tuttavia, le IFC offrono potenzialità significative per la riduzione dei costi sanitari, la diversificazione economica delle aree rurali e la conservazione attiva delle foreste. Per realizzare questo potenziale occorrono riconoscimento normativo, strumenti finanziari adeguati, formazione professionale e un approccio intersettoriale che integri salute, turismo, educazione e gestione forestale.
Parole chiave: forest care, green jobs, servizi ecosistemici culturali
Abstract: Forest Care Initiatives (FCI) represent an emerging field that integrates health, well-being, and the enhancement of forests, in response to urbanization and disconnection from nature. FCIs encompass heterogeneous practices, ranging from rehabilitative therapies to forest bathing, as well as cultural and recreational activities, all united by intentional interaction with the forest environment for care and prevention purposes. At the international level, these initiatives have developed primarily in Asia and subsequently in Europe, where they are considered not only public health tools but also levers for territorial regeneration and the creation of Novel Green Forest Jobs. In Italy, the sector is dynamic but fragmented, with numerous grassroots experiences and limited institutional recognition. The lack of standards, systematic data, and funding models hinders wider diffusion. Nevertheless, FCIs offer significant potential for reducing healthcare costs, diversifying the economies of rural areas, and promoting active forest conservation. To realize this potential, regulatory recognition, adequate financial instruments, professional training, and an intersectoral approach integrating health, tourism, education, and forest management are required.
Key words: forest care, green jobs, forest therapy, cultural ecosystem services
3. Rivieccio R, Romano R (2025). Idoneità dei siti di Terapia Forestale: indicazioni per linee guida e normativa.
Riassunto: Tra le diverse attività praticate in bosco negli ultimi anni, la Terapia forestale è sempre più diffusa. Diversi studi hanno dimostrato che un ruolo fondamentale è svolto dai composti organici volatili emessi dalle piante, che contribuiscono alla prevenzione, alla riabilitazione e al supporto di cura di alcuni disturbi o patologie. In Italia, però, la Terapia forestale è praticata in assenza di una normativa di riferimento. Una regolamentazione sarebbe necessaria per definire procedure standardizzate e per stabilire l’idoneità dei siti, così da garantire la sicurezza degli utenti e l’efficacia della cura. Il riconoscimento legislativo, insieme all’inserimento di questa pratica tra le prescrizioni verdi, rappresenterebbe un’importante opportunità di sviluppo socioeconomico per le aree montane e per il Sistema sanitario nazionale. In questo contesto nasce la proposta di definire un iter istituzionale, accompagnato da un protocollo operativo, per la caratterizzazione e valutazione dell’idoneità dei siti di Terapia forestale.
Parole chiave: terapia forestale, linee guida, normativa
Abstract: Among the various activities carried out in forests in recent years, Forest Therapy has become increasingly widespread. Several studies have shown that a key role is played by volatile organic compounds emitted by plants, which contribute to prevention, rehabilitation, and support in the treatment of certain disorders or diseases. In Italy, however, Forest Therapy is practiced without any regulatory framework. Such regulation would be necessary to define standardized procedures and establish the suitability of sites, to ensure both user safety and treatment effectiveness. Official legislative endorsement, together with the inclusion of this practice among green prescriptions, would represent a significant opportunity for the socioeconomic development of mountain areas and for the National Health System. In this context, a proposal has emerged to define an institutional pathway, accompanied by an operational protocol, for the characterization and evaluation of the suitability of Forest Therapy sites.
Key words: forest therapy, guidelines, legislation
4. Dini F, Brunori A (2025). Forest bathing: una risposta ad una società che cambia.
Riassunto: Il forest bathing (bagno di foresta) nasce in Giappone negli anni ’80 ed è oggi una pratica riconosciuta per i benefici sulla salute psico-fisica: riduzione dello stress, rafforzamento del sistema immunitario, miglioramento del sonno e della pressione sanguigna. Non tutti i boschi, però, sono ugualmente idonei: servono caratteristiche specifiche di tipo strutturale, paesaggistico, biochimico e percettivo.
In Italia, lo standard PEFC per i Servizi Ecosistemici (PEFC ITA 1001-SE:2021) ha introdotto criteri e indicatori per certificare l’idoneità al benessere forestale, rendendo le foreste non solo serbatoi di biodiversità e risorse economiche, ma anche spazi di salute e turismo rigenerativo.
Le esperienze concrete – Consorzio Forestale dell’Amiata, Macchia Faggeta e Parco del Respiro di Fai della Paganella – dimostrano che la certificazione PEFC è un motore di innovazione gestionale, rafforza la responsabilità sociale e valorizza il territorio. La sfida futura è ampliare le aree certificate, diffondere la cultura del benessere forestale e riconoscerlo come un diritto collettivo.
Parole chiave: forest bathing, benessere forestale, certificazione pefc, servizi ecosistemici
Abstract: Forest bathing (Shinrin-yoku), developed in Japan in the 1980s, has become a practice scientifically recognized for its psycho-physical benefits, including stress reduction, immune system strengthening, improved sleep quality, and blood pressure regulation. However, not all forests are equally suitable: they must meet specific structural, landscape, biochemical, and perceptual conditions.
In Italy, the PEFC Ecosystem Services Certification Standard (PEFC ITA 1001-SE:2021) introduced criteria and indicators to certify suitability for forest well-being, transforming forests into places not only of biodiversity and economic resources, but also of health, regeneration, and sustainable tourism.
Concrete examples – such as the Amiata Forest Consortium, Macchia Faggeta, and the “Parco del Respiro” in Fai della Paganella – demonstrate that PEFC certification stimulates innovation in forest management, strengthens social responsibility, and enhances territorial value. The future challenge is to expand certified areas, spread the culture of forest well-being, and establish it as a collective right..
Key words: forest bathing, forest well-being, pefc certification, ecosystem services
5. Martini G, Sacchelli S (2025). Analisi dell’idoneità territoriale per attività di terapia forestale in provincia di Trento: un modello GIS per la quantificazione delle emissioni di composti organici biogenici volatili (BVOC).
Riassunto: Tra i servizi ecosistemici forestali culturali, la foresta terapia sta acquisendo sempre più importanza anche a seguito delle numerose ricerche che hanno caratterizzato e quantificato i benefici psico-fisici derivanti dalla frequentazione di popolamenti boscati. In quest’ottica i composti organici volatili biogenici (o Biogenic Volatile Organic Compounds – BVOC) emessi dalle piante per diverse funzioni ecologiche, forniscono numerosi benefici anche per la salute umana. La quantificazione e la localizzazione dei BVOC possono quindi risultare di interesse per valutazioni propedeutiche all’analisi di idoneità di aree forestali per attività di forest bathing e forest therapy. La modellizzazione delle emissioni dei BVOC risulta però complessa data la numerosità di variabili che interagiscono tra di loro. Con queste premesse, il presente lavoro ha avuto l’obiettivo di implementare un modello GIS (Geographic Information System) calibrato sulla provincia di Trento per la quantificazione, con dettaglio mensile, dei BVOC. I risultati evidenziano, dal punto di vista spaziale e temporale, l’importanza delle diverse specie forestali sul territorio trentino in termini di produzione di BVOC permettendo di porre le basi per una pianificazione mirata alla diversificazione dell’offerta di servizi forestali e alla valorizzazione di aree montane interne e marginali.
Parole chiave: servizi forestali culturali, idoneità spaziale, benessere psico-fisico
Abstract: Among the cultural forest ecosystem services, forest therapy is becoming increasingly important, also as a result of the numerous researches that have characterized and quantified the psycho-physical benefits deriving from the frequentation of forest areas. In this perspective, Biogenic Volatile Organic Compounds (BVOC) emitted by plants for different ecological functions, provide numerous benefits also for human health. The quantification and localization of BVOC can therefore be of interest for preliminary assessments for the analysis of the suitability of forest areas for forest bathing and forest therapy activities. However, the modelling of BVOC emissions is complex given the number of variables that interact each other. With these premises, the present work aimed to implement a GIS (Geographic Information System) model calibrated on the province of Trento for the quantification, with monthly detail, of BVOC. The results highlight, from spatial and temporal point of view, the importance of the different forest species in the Trentino area in terms of BVOC production, allowing to lay the foundations for a planning focused at diversifying the offer of forestry services and at valorising internal and marginal mountain areas.
Key words: cultural forest services, spatial suitability, psycho-physical well-being
6. Corrà M (2025). Forest Bathing: la via del benessere nella natura e il ruolo fondamentale delle guide.
GLI ARTICOLI
1. Basso G, Tomasetti R (2024). Giancarlo Boccagni: un forestale trentino “prestato” al Piemonte.
2. Bertagnolli A, Cavada I, Zorzi I (2025). Gestione forestale innovativa: l’approccio della Magnifica Comunità di Fiemme nel valorizzare i servizi ecosistemici forestali.
Riassunto: La Magnifica Comunità di Fiemme gestisce 20.000 ettari di boschi e pascoli, con un modello sostenibile certificato FSC® e PEFC. Anche dopo eventi estremi come la tempesta Vaia e conseguente epidemia di bostrico, è riuscita a valorizzare tutti i servizi ecosistemici del suo territorio, attraverso specifici progetti di sostenibilità.
Parole chiave: Servizi ecosistemici forestali, gestione forestale sostenibile, pianificazione forestale
Abstract: The Magnifica Comunità di Fiemme manages 20.000 hectares of forests and pastures, with a sustainable FSC® and PEFC certified model. Even after extreme events such as Vaia windstorm and the consequent Ips typographus epidemic, it has managed to enhance all the ecosystem services of its territory through specific sustainability projects.
Key words: Forest ecosystem services, sustainable forest management, forest planning
3. Fait S, Sgarbossa A (2025). La mitigazione del rischio di caduta massi in versanti bostricati: valutazione degli effetti dei tagli direzionati.
Riassunto: Le foreste delle zone montane largamente popolate, come quelle del Trentino, svolgono un ruolo fondamentale di protezione contro i fenomeni gravitativi, tra cui la caduta massi. Gli eventi estremi degli ultimi anni – la tempesta Vaia del 2018 e la successiva epidemia di bostrico tipografo (Ips typographus) – hanno messo a dura prova questa funzione ecosistemica, compromettendo ampie superfici boscate e aumentando l’esposizione a questo rischio di comunità e infrastrutture.
Tra le pratiche sperimentate per conciliare sicurezza e gestione forestale sostenibile ed ecologica vi sono i tagli direzionati, che prevedono il rilascio a terra di una parte delle piante abbattute, disposte trasversalmente alla massima pendenza del versante. Questa tecnica mira a creare barriere naturali in grado di dissipare l’energia dei massi e, al tempo stesso, favorire la rinnovazione e la biodiversità.
Lo studio, condotto su due cantieri forestali in Val di Cembra (Montesover) e in Val di Fiemme (Malga Caore), ha utilizzato il modello di simulazione caduta massi Rockyfor3D ver. 5.2 per analizzare quattro scenari: bosco intatto, bosco danneggiato dal bostrico e trattato con tagli direzionati, versante sgomberato totalmente dal legname danneggiato ed infine considerando il versante nudo, senza alcuna copertura forestale, assumendolo come riferimento per l’interpretazione dei dati. I risultati dimostrano che i tronchi rilasciati a terra permettono di mantenere la capacità protettiva della foresta originaria, rappresentando una soluzione temporanea ma efficace ed ecologica per ridurre il rischio di caduta massi in attesa della ricostituzione del soprassuolo..
Parole chiave: tagli direzionati, caduta massi, gestione sostenibile
Abstract: Forests in densely populated mountain areas, such as those in Trentino, play a fundamental protective role against gravitational phenomena, including rockfall. The extreme events of recent years – the Vaia storm of 2018 and the subsequent outbreak of the spruce bark beetle (Ips typographus) – have severely tested this ecosystem function, damaging vast forested areas and increasing the exposure of communities and infrastructure to this risk.
Among the practices tested to reconcile safety with sustainable and ecological forest management are biological legacies, which involve leaving part of the felled trees on the ground, arranged transversally to the steepest slope of the hillside. This technique aims to create natural barriers capable of dissipating the energy of falling rocks while at the same time fostering regeneration and biodiversity.
The study, carried out in two forest work sites in Val di Cembra (Montesover) and Val di Fiemme (Malga Caore), used the rockfall simulation model Rockyfor3D ver. 5.2 to analyze four scenarios: intact forest, forest damaged by bark beetle and treated with biological legacies, slope completely cleared of damaged timber (salvage logging), and finally the bare slope without any forest cover, taken as a reference for data interpretation. The results show that the logs left on the ground allow the protective capacity of the original forest to be maintained, representing a temporary
but effective and ecological solution to reduce rockfall risk while waiting for the vegetation cover to be restored.
Key words: biological legacies, Rockfall, sustainable forest management
4. Appoloni L, Bonsembiante S, Marcolin E, Pividori M (2025). Il ruolo della matricinatura nel recupero di cedui castanili invecchiati: il caso studio di Pederobba e Combai (TV).
Riassunto: I boschi di castagno (Castanea sativa Miller) rappresentano, nel territorio italiano, un elemento di grande valore storico, sociale, economico e ambientale. Per secoli hanno fornito legno, frutti e sostentamento, per questo gran parte delle selve castanili che oggi conosciamo sono il risultato diretto dell’intervento dell’uomo, che ha favorito questa specie a scapito di altre. Il presente studio analizza due popolamenti di castagno dell’area pedemontana veneta (Pederobba-TV e Combai-TV), entrambi abbandonati e recuperati mediante ceduazione sperimentale rispettivamente negli anni 2007 e 2008. L’obiettivo è stato di valutare, a distanza di 14-15 anni, gli effetti di diversi gradi di matricinatura sul recupero di cedui castanili invecchiati. I risultati evidenziano densità e area basimetrica simili tra i due popolamenti, ma accrescimenti nettamente superiori a Combai, dove il numero di matricine era minimo. Questo conferma come una matricinatura ridotta favorisca la funzione produttiva del ceduo. Al contrario, mantenere più matricine, soprattutto di specie diverse dal castagno, conserva la biodiversità e apre la strada alla formazione di boschi misti, ma solo se accompagnata da cure colturali che favoriscano la rinnovazione delle altre specie diverse dal castagno.
Parole chiave: ceduo di castagno; rinnovazione naturale; gestione selvicolturale; bosco misto, biodiversità
Abstract: The sweet chestnut (Castanea sativa Miller) stands represent an element of great historical, social, economic, and environmental value on the Italian territory. For centuries they have provided timber, fruits and livelihood; as a result, most of the chestnut woodlands we know today are the direct outcome of human intervention, which favored this species over others. The present study analyses two sweet chestnut stands in the Venetian foothills (Pederobba-TV and Combai-TV), both of which had been abandoned and subsequently restored through experimental coppicing in 2007 and 2008, respectively. The aim was to evaluate, after 14–15 years, the effects of different numbers of standards on the recovery of overaged chestnut coppices. Results revealed similar stand density and basal area in both sites, but higher growth rates in Combai, where the number of standards was significantly lower. This confirms that a reduced presence of standard enhances the productivity function in coppices. Conversely, maintaining a higher number of standards, especially of tree species other than chestnut, promotes biodiversity conservation and fosters the development of mixed stands. This is possible only if accompanied by silvicultural practices that support the regeneration of non-chestnut species.
Key words: natural regeneration; silvicultural management; mixed stand, biodiversity
5. Pastorelli R (2025). Quando il bosco cambia pelle: come le piante aliene trasformano il suolo sotto i nostri piedi.
Riassunto: Passeggiando in un bosco, raramente ci soffermiamo a pensare a ciò che accade sotto i nostri piedi. Eppure, nel silenzio del suolo, si giocano partite decisive per la salute e la stabilità degli ecosistemi forestali. In questo spazio nascosto e vitale, alcune piante aliene invasive, come Acacia dealbata, Robinia pseudoacacia e Ailanthus altissima, stanno lasciando un’impronta profonda e spesso irreversibile. Quando una pianta “straniera” colonizza un bosco, non si limita a competere con la vegetazione autoctona, ma trasforma la qualità della lettiera, altera la disponibilità di nutrienti e modifica la struttura del suolo, influenzando cicli biogeochimici e reti trofiche sotterranee. Queste modifiche impattano direttamente le comunità microbiche e la microfauna edafica, favorendo specifici gruppi e riducendone altri, con effetti a cascata sul funzionamento dell’ecosistema. Comprendere come le piante aliene invasive trasformino il suolo sotto i nostri piedi è fondamentale per valutare quanto in profondità possano cambiare i nostri boschi. In questo lavoro esploriamo come A. dealbata, R. pseudoacacia e A. altissima modificano la chimica del suolo, le comunità microbiche e la microfauna, contribuendo a rimodellare la struttura e il funzionamento dei boschi che invadono.
Parole chiave: Piante aliene invasive, biota del suolo, funzionamento ecosistemi forestali
Abstract: Walking through a forest, we rarely stop to think about what is happening beneath our feet. Yet, in the silence of the soil, decisive battles are being fought for the health and stability of forest ecosystems. In this hidden and vital space, some invasive alien plants, such as Acacia dealbata, Robinia pseudoacacia, and Ailanthus altissima, are leaving a deep and often irreversible mark. When a “foreign” plant colonizes a forest, it does not simply compete with native vegetation but it transforms litter quality, alters nutrient availability, and modifies soil structure, influencing biogeochemical cycles and underground trophic networks. These changes directly impact microbial communities and soil microfauna, favouring certain groups while reducing others, with cascading effects on ecosystem functioning. Understanding how invasive alien plants transform the soil beneath our feet is essential to assess how deeply they can change our forests. In this work, we explore how A. dealbata, R. pseudoacacia, and A. altissima modify soil chemistry, microbial communities, and soil microfauna, contributing to reshaping the structure and functioning of the forests they invade.
Key words: invasive alien plants, soil biota, forest ecosystem functioning
6. Bombieri G, Dellai A, Marini L, Nardi D (2025). Confronto tra tecniche di contenimento su testuggine palustre americana (trachemys scripta ssp.).
Riassunto: La testuggine palustre americana (Trachemys scripta ssp.) è una specie aliena inserita nell’elenco delle specie esotiche invasive di rilevanza unionale. Negli ecosistemi non nativi in cui è stata introdotta, rappresenta una minaccia per la salvaguardia di habitat e specie autoctone. Esportata degli Stati Occidentali degli USA, da cui è originaria, a partire dagli anni ’70 del novecento, la specie venne introdotta in tutto il globo per fini terraristici e per scopi alimentari. Dopo episodi di fuga accidentale e rilasci, divenne presto molto comune, dando vita a popolazioni naturalizzate. Molteplici tentativi di eradicazione di questa specie sono stati eseguiti, impiegando professionisti e ricercatori e utilizzando svariate tecniche a livello globale. In questo lavoro vengono presentati i risultati di un tentativo di contenimento effettuato tra il 2022 e il 2023, in quattro diversi siti localizzati nel nord- Italia tramite l’utilizzo delle trappole “ad atollo” e tramite catture manuali. Le trappole ad atollo sono state utilizzate nei contesti naturali della ZSC “Palude del Busatello” (VR) e nella ZSC “Pra dagli Albi Cei” (TN), mentre le catture manuali sono avvenute in due contesti antropizzati presenti all’interno della città di Verona. I dati relativi alle catture effettuate con i due metodi sono stati successivamente comparati con i risultati presentati da altri autori di studi analoghi eseguiti principalmente in Europa e negli Stati Uniti d’America. Il parametro preso in considerazione per confrontare i risultati ottenuti con quelli trovati in bibliografia è la CPUE (Capture Per Unit Effort), ed esprime la quantità di testuggini catturate da ogni singola trappola nell’arco di un’ora. Il lavoro di cattura da noi eseguito con le trappole ad atollo ha messo in mostra risultati inferiori rispetto alle medie evidenziate dagli altri autori, mentre per quanto riguarda le catture manuali, si sono osservati valori positivi e nella media.
Parole chiave: testuggine palustre americana, trappole, specie aliene
Abstract: The American pond slider (Trachemys scripta ssp.) is a non-native species included in the list of invasive alien species of union concern. In the non-native ecosystems where it has been introduced, it poses a threat to the preservation of native habitats and species. Exported from the Western United States, its place of origin, since the 1970s, the species was introduced worldwide for pet trade and culinary purposes. Following accidental escapes and releases, it soon became very common, forming naturalized populations. Numerous eradication attempts have been carried out globally, involving professionals and researchers using various techniques. This work presents the results of a containment attempt conducted between 2022 and 2023 in four different sites located in northern Italy using “atoll” traps and manual captures. Atoll traps were used in the natural contexts of the ZSC “Palude del Busatello” (VR) and the ZSC “Pra dagli Albi Cei” (TN), while manual captures were conducted in two anthropized contexts within the city of Verona. The data from captures using these two methods were subsequently compared with results presented by other authors of similar studies conducted mainly in Europe and the United States. The parameter considered for comparing the results obtained with those found in the literature is CPUE (Capture Per Unit Effort), which expresses the number of sliders captured by each individual trap per hour. Our capture work using atoll traps showed results lower than the averages reported by other authors, while manual captures showed positive and average values..
Key words: American pond slider, traps, alien species
