Progetto "Conservazione ambientale e promozione filiere forestali non legnose nel Parco del Langtang, Nepal"

 

Il 1° aprile 2019 è stato avviato dall’associazione ASIA - in collaborazione con l’Associazione Forestale del Trentino, Trentino for Tibet e l’Associazione Apicoltori Trentini - il Progetto “Conservazione ambientale e promozione delle filiere forestali non legnose nel Parco del Langtang, Nepal” finalizzato a migliorare le condizioni di vita delle donne e delle loro famiglie attraverso la creazione di opportunità di reddito legate alla conservazione dell’ambientale e alla promozione delle filiere forestali non legnose. Tra gli obiettivi specifici del progetto c’è anche quello di favorire la ri-naturalizzazione del Parco Nazionale del Langtang, localizzato nel Distretto di Rasuwa nella regione centrale del Nepal, tramite la reintroduzione di specie autoctone nelle zone cuscinetto (buffer zone) e la loro graduale disseminazione all’interno dell’area parco. Al fine di implementare questo obiettivo l’Associazione Forestale del Trentino (AFT) sarà attivamente coinvolta, assieme agli altri partner del progetto, nel prossimo biennio in corsi di formazione sugli aspetti tecnici legati alla ri-naturalizzazione e sulla sensibilizzazione delle comunità locali sul concetto di sostenibilità e multifunzionalità della gestione forestale.

A partire dalla metà degli anni ’90, in Nepal è stato costituito un network di aree protette finalizzato alla protezione nel lungo periodo degli habitat e della biodiversità. Dopo oltre vent’anni, sono state istituzionalizzate 16 aree protette per una superficie complessiva pari al 18% della superficie territoriale nazionale. L’istituzionalizzazione delle aree protette nazionali ha dato luogo a dei conflitti con le comunità locali che si sono viste limitare l’accesso alle risorse naturali fonte del loro sostentamento primario. In questo contesto, l’Accordo di Durban del 2003 ha enfatizzato il bisogno di coinvolgere le comunità locali nel processo decisionale legato alle aree protette e di condividere con esse i benefici derivanti dalla gestione delle risorse naturali. In tal senso, il governo del Nepal ha stabilito in primo luogo che una percentuale compresa tra il 30% e il 50% dei benefici economici derivanti dalla gestione fosse investa a favore dello sviluppo della comunità locale. In secondo luogo, con il Regolamento per la Gestione delle Buffer Zone (1996) e con le rispettive Linee giuda (1999) è stata sancita la possibilità di realizzare in modo partecipativo delle zone cuscinetto (buffer zone) finalizzate a ridurre gli impatti del parco sulle comunità locali. La gestione di queste buffer zone è demandata a dei Gruppi di Utilizzatori (User Group) costituiti a livello di insediamento urbano con il compito di gestire in modo condiviso e inclusivo queste zone e di interfacciarsi con l’ente gestore del parco. In questo contesto, nel Parco Nazionale del Langtang - istituzionalizzato nel 1976 ed esteso su 1.720 km2 a vincolo totale - vivono all’interno della prima fascia del parco circa 4.500 persone, principalmente dell’etnia Tamang, che risultano strettamente dipendenti per il loro sostentamento dalle risorse del parco, ma allo stesso tempo si trovano vincolate nell’uso delle risorse legnose e nelle attività di pascolamento del bestiame. Pertanto, nel 1998, è stata formalizzata la creazione di una buffer zone estesa su 420 km2, che vede coinvolti 26 comitati di villaggio e 21 User Group, con l’obiettivo di fornire le risorse per il sostentamento delle comunità locali (circa 70.000 persone) senza compromettere la core zone di protezione della biodiversità del Parco Naturale del Langtang.

Il Progetto “Conservazione ambientale e promozione delle filiere forestali non legnose nel Parco del Langtang, Nepal” si inserisce in questo contesto con lo scopo di lavorare in stretto contatto con tre Forest User Group per la ri-piantumazione conservativa e produttiva delle aree marginali. In particolare, sarà condotta un’attività di riforestazione protettiva e produttiva su tre nuclei di circa cinque ettari ciascuno utilizzando specie autoctone dall’elevato valore multifunzionale. L’attività di riforestazione, condotta in modo autonomo da ciascun Forest User Group, vedrà l’impiego di specie forestali in grado di soddisfare le molteplici richieste delle comunità locale che spaziano dalla produzione di legna ad uso energetico, di frasca per il bestiame e di miele, fino alla protezione del suolo dall’erosione idrica e la regimazione delle acque.