DENDRONATURA N.2 2014

 

1. Paletto A, De Meo I (2014). La partecipazione pubblica nella definizione degli obiettivi e delle azioni della gestione forestale: necessità, modalità, vantaggi e limiti 

 

Riassunto: La pubblica partecipazione nella gestione delle risorse naturali è il prodotto di una serie di mutamenti sociali che hanno comportato dei cambiamenti nella scala dei valori legati al bosco. Tali cambiamenti si sono manifestati nella gestione forestale attraverso l’affermazione nel corso della storia di differenti paradigmi gestionali: traditional management, sustained-yield management e ecosystem management. L’ultimo dei quali ha dovuto confrontarsi con una crescente richiesta in favore di un coinvolgimento diretto dei portatori d’interessi nella gestione delle risorse naturali. A partire dalle suddette considerazioni il presente contributo si prefigge l’obiettivo di presentare un modello procedurale per la pubblica partecipazione idoneo alla pianificazione forestale a scala sovraziendale in Italia. Il modello viene descritto attraverso i quattro aspetti chiave della partecipazione: delegazione del potere, momento della partecipazione, apprendimento interattivo e procedura. Nello specifico la procedura adottata nella pianificazione forestale a scala sovraziendale è stata descritta attraverso le sue cinque fasi realizzative: fase informativa, analisi dei portatori d’interesse, prima fase di consultazione, fase di sintesi e seconda fase di consultazione.

 

Parole chiave: pubblica partecipazione, pianificazione forestale sovraziendale, gestione forestale partecipata, portatori d’interesse, processo decisionale.

 

Abstract: Public participation in natural resources management is the results of social changes that influenced the relationship between society and forests. These changes have influenced the forest management though three paradigms: traditional management, sustained-yield management and ecosystem management The last paradigm had must considered the social demand concerning a more high level of involvement of stakeholders in the decision making process. Starting from these considerations, the aim of the paper is to show a model of public participation useful for the landscape forest management planning in Italy. The public participation model is described through the four key aspects of participation in the decision making process: power delegation, moment of participation, interactive learning and procedure. Specially, the procedure used in the landscape forest management planning was described through its five stages: information and communication, stakeholder analysis, first consultation stage, technical synthesis and second consultation stage.

 

Key words: public participation, landscape forest management planning, participatory forest management, stakeholders, decision making process.

Download
Paletto & De Meo_2014.pdf
Documento Adobe Acrobat 240.6 KB

 

2. Ferrari M (2014). Servizi ecosistemici in Trentino: verso una mappatura di sintesi

 

Riassunto: I Servizi Ecosistemici (SE) sono definiti come beni tangibili ed intangibili presenti negli ecosistemi ed utilizzati dalla società umana per mantenere e sviluppare il proprio benessere. La fornitura di SE dipende, oltre che dalle caratteristiche morfologiche del territorio, dalla biodiversità presente negli ecosistemi. Nella Strategia per la Conservazione della Biodiversità del 2020 è richiesto agli Stati Membri di identificare i SE più importanti nel loro
territorio e di valutarli entro il 2014.

La presente ricerca mira a valutare la fornitura reale di SE per il Trentino, tramite la selezione dei SE più significativi, l’identificazione di idonei indicatori di valutazione, la loro mappatura, e la definizione di una mappa di sintesi, indicante le aree dove sono presenti omogenei gruppi di SE (bundles). La selezione dei SE e l’identificazione degli indicatori si è avvalsa del contributo di esperti locali; la mappatura è stata compiuta tramite analisi GIS e analisi statistiche su dati esistenti e disponibili. La selezione ha permesso di identificare 25 SE significativi per il Trentino, valutati tramite 57 indicatori. 11 gruppi di SE, riferiti alle aree in cui i SE sono omogenei per tipologia e valore, compongono la mappa di sintesi dei SE.

Questo studio dimostra in maniera puntuale che il Trentino è una regione in grado di offrire una ampia varietà di SE distribuiti in maniera non omogenea sul territorio, e da cui la società locale può ricavare un elevato numero di benefici.

 

Parole chiave: Servizi ecosistemici, indicatori, mappe, Trentino, bundles 

 

Abstract: Ecosystem services (ESs) are tangible and intangible benefits provided by ecosystems and used by human population to maintain and develop their wellbeing. The capacity of any ecosystem to deliver a service essentially depends on the biodiversity value and on the morphological conditions of the territory. In order to safeguard the ESs and to maintain the benefits they may generate, the conservation of biodiversity is a priority. Accordingly, the European Biodiversity Strategy for 2020 asks Member States to identify and assess significant ESs by 2014.

The present research aims at assessing the real supply of ESs in Trentino through the selection of significant ESs, the identification of assessment indicators, their mapping and the definition of a synthesis map. The latter represents the areas where homogeneous groups of ESs (called bundles) appear together.

Local experts have been involved to select ESs and to identify indicators. Mapping has been computed by means of GIS and statistical analysis on existing and available data. 25 ESs have been selected and 57 assessment indicators have been mapped. 11 bundles of ESs have been detected.
This research has rigorously demonstrated that the Trentino region is able to supply a huge amount of ESs, that are not homogeneously distributed across the territory, and from which the human society may get several benefits.

 

Key words: Ecosystem services, indicators, maps, Trentino, bundles

Download
Ferrari_2014.pdf
Documento Adobe Acrobat 1.1 MB

 

3. Spitale D (2015). Lo stato di conservazione di alcune torbiere del Trentino occidentale

 

Riassunto: Le torbiere sono ambienti residuali, di elevato valore naturalistico, e spesso minacciate da attività antropiche di vario genere. La presenza di specie rare e la vulnerabilità delle torbiere sono tra i motivi della loro inclusione tra gli habitat la cui tutela deve essere prioritaria (Direttiva Habitat, 92/43/CEE). L’Ufficio Biotopi e Rete Natura 2000 della Provincia Autonoma di Trento ha promosso una ricerca con l’obiettivo di esaminare lo stato di conservazione di 14 torbiere localizzate nel settore nord-ovest della Provincia e di quantificarne il carbonio accumulato. Oltre all’esame degli aspetti floristici, sono state effettuate misure dell’altezza della falda, della profondità della torba, delle proprietà chimico-fisiche dell’acqua, e stime quali-quantitative degli impatti antropici. I risultati hanno evidenziato l’elevato valore floristico, soprattutto per la parte delle briofite che era ancora virtualmente sconosciuta. Sono state identificate 47 specie di briofite (di cui 6 epatiche e 18 sfagni) il 15% delle quali rientra nella Lista Rossa del Trentino. Lo stato di conservazione delle 14 torbiere esaminate è risultato essere favorevole in 6 casi, in 6 inadeguato e in 2 sfavorevole. Gli impatti antropici più rilevanti sono dovuti al pascolamento del bestiame, anche se le minacce da una pressione turistica elevata non sono da sottovalutare nell’area del Passo del Tonale. Il pascolamento è particolarmente grave in alcune torbiere del monte Sous (comune di Brez), e in alcune situazioni dovrebbe essere precauzionalmente escluso. Sono stati evidenziati disturbi di entità variabile sulla componente vegetale, la cui reversibilità non è stata accertata. In alcuni casi l’effetto del calpestio potrebbe anche favorire l’instaurarsi di fenomeni di erosione.

 

Parole chiave: torbiere, briofite, carbonio organico, piante vascolari, impatti antropici

 

Abstract: Mires are residual habitats of high naturalistic value and often threatened by different kind of anthropogenic activities. Most mires are considered priority habitats (sensu Habitat Directive 92/43/EU) mainly because they are particularly vulnerable and because they host valuable species. The work, supported by the Office Natura 2000 Network of the Autonomous Province of Trento, aims to assess the conservation status of 14 mires located in the North-West of the Province and to estimate the stored organic carbon. Beyond the floristic data, I measured the depth to the water table, peat thickness, physical-chemical characteristic of water and anthropogenic impacts. Results showed the high floristic values especially concerning the bryophytes, which were still almost unknown in these sites. A total of 47 bryophytes were identified (6 liverworts and 18 Sphagna), 15% of them belong to the Trentino Red List. The conservation status was favourable in 6 mires, inadequate in 6, and unfavourable in 2. The most relevant anthropogenic impacts was cattle grazing, even though tourism pressure should not be overlooked especially at Tonale Pass. Disturbance prompted by cattle grazing and trampling was serious in several mires on the Sous mountain (Brez municipality), and pasture should be interdicted. It is not clear if such disturbance is reversible or not. In some cases, trampling could lead to erosion of the peat surface.

 

Key words: peatlands, bryophytes, organic carbon, vascular plants, anthropogenic impacts

Download
Spitale_2014.pdf
Documento Adobe Acrobat 704.6 KB

 

4. Rodríguez García L, Prina Howald E (2014). Tecniche per l’analisi delle cause dei fenomeni franosi: il caso di studio del pendio Hohberg nelle Prealpi Svizzere

 

Riassunto: Le frane per scivolamento rappresentano un’importante fenomeno di dissesto idrogeologico nelle regioni dell’arco Alpine. Il presente contributo si pone l’obiettivo di presentare, attraverso un caso di studio, la metodologia di analisi di tali fenomeni franosi secondo l’approccio adottato nelle Prealpi Svizzere del versante Hohberg (Cantone di Friburgo). Al fine di valutare le cause che hanno innescato il fenomeno franoso oggetto di studio sono state analizzate dettagliatamente le seguenti variabili: morfologia, geologia, idrografia, condizioni del suolo ed usi ed infine la climatologia.

L’analisi di suddette variabili ha consentito di assegnare il grado di pericolosità per le singole aree mediante la carta dei pericoli e, conseguentemente, di stabilire i metodi di consolidamento necessari al ripristino della zona in modo da consentire una protezione permanente.

 

Parole chiave: Frane per scivolamento traslazionale, rischio, pericolo, Geographical Position System (GPS), impatto ambientale, carta dei pericoli.

 

Abstract: The translational landslides represent an important phenomenon of hydrogeological instability in the Alpine region. The aim of the present work is to introduce a methodological approach to analyse the landslides phenomena. The approach was applied to the landslide on the Hohberg slope in Switzerland (Canton of Fribourg). In order to evaluate the causes that have triggered the landslide phenomenon, the followings variables were examined: morphology, geology, hydrography, land use and climatology. The analysis of these variables allowed to assign the degree of dangerousness for the individual areas (landslide hazard map) and, consequently, to identify the necessary engineering interventions to stabilize the area.

 

Key words: translational landslides, risk, danger, Geographical Position System (GPS), environmental impact, landslide hazard map.

Download
Rodriguez & Prina_2014.pdf
Documento Adobe Acrobat 637.4 KB

 

5. Pontalti L, Consiglio S, Zonta MF (2014). La fauna ittica di una risorgiva della Valsugana: il rio Vena nella riserva naturale provinciale “inghiaie”. Analisi delle variazioni in seguito a lavori di regimazione delle acque.

 

Riassunto: La riserva naturale provinciale “Inghiaie”, caratterizzata dalla presenza di una fauna ittica particolarmente interessante, è stata interessata nel 2012 da alcuni interventi di sistemazione idraulica con il duplice scopo di controllare gli intensi e priodici fenomeni di trasporto solido, che si verificavano periodicamente, e di rinaturalizzare alcune zone dell’area protetta. Il presente lavoro vuole evidenziare le conseguenze, positive o negative, dei lavori sulle biocenosi della riserva.

 

Parole chiave: Riserva naturale, fauna ittica, trasporto solido

 

Abstract: The provincial reserve “Inghiaie”, characterized by the presence of very interesting fish, was affected in 2012 by hydraulic restoration works with the dual purpose of controlling debris flow phenomena and re-naturalise some parts of the protected area. This paper aims to highlight the consequences, positive or negative, of the work on biotic communities of reserve.

 

Key words: natural reserve, fish, debris flow

Download
Pontalti et al_2014.pdf
Documento Adobe Acrobat 912.5 KB

 

6. Maresi G (2014). Il deperimento del frassino maggiore nel Trentino: diffusione dei danni durante l’estate 2014

 

Riassunto: Il deperimento del frassino è da considerarsi uno dei principali problemi patologici per i boschi europei in Europa. In Trentino dopo le prime osservazioni avvenute nel 2012, la malattia si è improvvisamente diffusa nell’estate del 2014 con forti defogliazioni, cancri e disseccamenti osservati sia sulla rinnovazione che sulle piante adulte. La rapida espansione è spiegabile con le particolari condizioni di forte piovosità verificatesi sia nella primavera 2013, sia per tutta la stagione vegetativa del 2014, che hanno creato condizioni favorevoli alla diffusione delle ascospore dell’agente responsabile, Hymenoscyphus pseudoalbidus, favorendone la capacità di provocare infezioni. Non è ancora quantificabile l’impatto di questa rapida diffusione, ma la prima impressione è che si siano verificati forti danni sia sulla rinnovazione naturale che sulle piante adulte. La possibilità di valorizzare il frassino maggiore nella selvicoltura trentina appare seriamente compromessa e andranno cercate nuove tecniche gestionali per salvare la specie e gli ambienti da essa caratterizzati.

 

 

Abstract: Ash decline is actually one of the most important forest health problem in Europe. In Trentino, the first attacks were observed in east valleys in 2012 , but during 2014 summer severe defoliation and stem infections were reported almost on the whole Province. This fast spread can be explained with the high moisture condition both in 2013 spring and in all the 2014 vegetative season. These conditions supported the spread of Hymenoscyphus pseudoalbidus ascopsores , enhancing their ability in producing infections. It is not yet measurable the real impact of this swiftly invasion on ash stands in Trentino , but the first impression suggests the possibility of severe damages both on natural regeneration and on mature trees. All the chances to exploit ash by means of a dedicated silviculture seem compromised and new management practises would be search for to avoid the lost of this species and of the related environments.

 

Key words: Hymenoscyphus pseudoalbidus, Fraxinus excelsior, patogeni invasive, Hymenoscyphus pseudoalbidus, Fraxinus excelsior, invasive pathogens

Download
Maresi_2014.pdf
Documento Adobe Acrobat 682.2 KB

 

7. Onorati G (2014). Le piste ciclopedonali del Trentino: tra mobilità sostenibile, turismo e status del ciclista. Utenti, percezione delle piste e raggiungimento degli obiettivi di legge

 

Riassunto: In questa ricerca si indaga come gli utenti ciclisti percepiscono le piste ciclopedonali del Trentino (adeguatezza, funzionalità, promozione, ecc.). Lo scopo è quello di comprendere chi siano gli utenti delle piste ciclopedonali, cosa pensino della struttura delle piste e, infine, determinare se siano stati raggiunti gli obiettivi posti dalle leggi provinciali in materia. Attraverso interviste semistrutturate a testimoni privilegiati sono emersi sette tipi di utenti delle piste ciclopedonali, le loro specifiche esigenze nell’uso della pista e sono stati delineati tre status che li caratterizzano; infine, sono stati presentati punti di forza e di debolezza delle piste rispetto agli obiettivi di legge. La ricerca ha dimostrato come le piste ciclopedonali del Trentino non siano solo un’infrastruttura, ma anche un servizio e una risorsa per l’ambiente e per gli utenti, che deve continuare ad essere migliorata per poter favorire non solo il turismo, ma anche una mobilità sostenibile.

 

Parole chiave: piste ciclopedonali, mobilità sostenibile, status del ciclista

 

Abstract: The paper analyzes how cyclist perceive the bicycle paths in Trentino, Italy (suitability, functionality, promotion, etc.). The aim of this research is to understand cyclist user profiles, what they think about the construction of the cycle tracks, and if the goals outlined in the provincial laws have been achieved. By using semi-structured interviews of key witness, we defined seven types of users, their needs while using the cycle tracks and three types of user status. Finally, we discussed Successes and deficiencies of the cycle tracks compared to the goals of the provincial laws. The research proves that the cycle tracks in Trentino are not only a facility but also a service and resource. By improving the cycle tracks it will be possible to further promote tourism and to encourage sustainable mobility in the province.

 

Key words: bicycle paths, sustainable mobility, cycling status

Download
Onorati_2014.pdf
Documento Adobe Acrobat 431.5 KB

 

8. Altomare M (2014). Biomonitoraggio e fitorimedio di inquinanti ambientali

 

Riassunto: Allo stato attuale della tecnologia, sono numerose le tecniche che permettono di eliminare le sostanze inquinanti dai suoli e di ridurre le emissioni in atmosfera, ma la maggior parte di queste metodiche comportano elevati costi di applicazione e la rimozione del terreno. A tale esigenza può positivamente rispondere la “fitodepurazione” o “fitorimedio”, tecnica che utilizza piante arboree ed erbacee, in sinergia con i microorganismi della rizosfera, per rimuovere e/o detossificare sostanze inquinanti dall’ambiente terricolo e aereo.

Questa tecnologia sfrutta le capacità di alcune specie, sia erbacee che arboree, di interagire con gli inquinanti presenti nell’aria, suolo o nelle acque.

 

Parole chiave: biomonitoraggio, fitorimedio, mitigazione ambientale

 

Abstract: In the current state of technology, there are numerous techniques that allow to eliminate the pollutants from soils, but most of these methods entail high costs of application and soil removal. This requirement can positively answer the “wetlands” or “phytoremediation”, a technique that uses trees and herbaceous plants, together with the microorganisms in the rhizosphere, to remove and/or detoxify pollutants from the environment.

Phytoremediation is a remediation technique that sees the plants as the main actresses in the remediation of contaminated matrices, this technology takes advantage of the ability of some species, both herbaceous and woody, to interact with pollutants in the air, soil or water.

 

Key words: biomonitoring, phytoremediation, environmental mitigation.

Download
Altomare_2014.pdf
Documento Adobe Acrobat 691.3 KB

 

9. Rolè M (2014). Studio del potenziale sviluppo agricolo di tre cooperative nell’isola di Pemba (Tanzania)

 

Riassunto: Il lavoro, nato da una collaborazione tra l’Università di Trento e la Fondazione Ivo de Carneri (MI), ha previsto un lavoro in campo di due mesi nell’isola di Pemba dell’Arcipelago di Zanzibar in Tanzania. Le finalità del lavoro concernono un’analisi generale delle possibilità di sviluppo agricolo dell’isola e l’implementazione dei dati raccolti in impianti di irrigazione per tre cooperative agricole. Non solo dati bibliografici, cartografici e di misurazione, ma anche proposte e informazioni derivanti dal dialogo con i rappresentati delle cooperative, sono servite per la progettazione sia dei serbatoi di raccolta dell’acqua piovana che degli impianti di irrigazione. In seguito alla localizzazione delle tre cooperative per mezzo di un GPS, avvalendosi delle informazioni ricavate in loco ed introdotte in un software della FAO, è stato possibile ottenere il fabbisogno idrico mensile delle colture, indispensabile per la progettazione degli impianti di irrigazione. In termini di sviluppo rurale, gli impianti di irrigazione a goccia con raccolta dell’acqua piovana prevedono non solo un risparmio dal punto di vista della risorsa ma anche un incremento della produzione delle colture, il cui ciclo è alimentato unicamente dalle precipitazioni.

 

Parole chiave: cooperazione internazionale, serbatoi di raccolta dell’acqua piovana, impianti di
irrigazione, sviluppo rurale, tanzania.

 

Abstract: The work, born from a collaboration between the University of Trento and Ivo de Carneri Foundation, has been placed for two months in Pemba Island of the archipelago of Zanzibar (Tanzania). The aim of the project is the study of the agricultural development of the Island and the application of teachings in irrigation systems for three cooperatives of Chake Chake District. The sustainability and reproducibility of the projects depend not only on the bibliography data, cartography and fieldwork but also on the dialogue with the cooperatives. By the use of GPS, software such as CROPWAT 8.0 and information obtained in loco, it was possible to design irrigation systems and rain fed reservoirs. Drip irrigation system with rainfed reservoir could reduce the use of water and increase the productivity which, now day, depends only by rainfall.

 

Key words: International cooperation, rainwater harvesting, irrigation system, agriculture, Tanzania

Download
Rolè_2014.pdf
Documento Adobe Acrobat 582.7 KB