DENDRONATURA n° 2 2012

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Parco Adamello Brenta
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Scolozzi (2012) "Il Capitale Naturale del Parco Naturale Adamello Brenta: una prima valutazione dei servizi ecosistemici"

 

Riassunto: Gli ecosistemi naturali delle aree protette forniscono materie prime (es. legno, foraggio), regolare disponibilità di acqua pulita, mitigazione da eventi naturali estremi, serbatoi
di anidride carbonica (e altri gas-serra), infine offrono opportunità di esperienze culturali e spirituali. Con tutto ciò le aree protette possono contribuire in modo significativo al benessere e all’economia delle comunità locali. In questo articolo si presenta una sintesi della ricerca scientifica svolta per conto del Parco Naturale Adamello Brenta (PNAB) a supporto della progettazione della mostra permanente “Uomo e Ambiente” presso la nuova “Casa del Parco” a Tuenno (TN). L’intento dello studio è sviluppare e testare una metodologia di valutazione dei servizi ecosistemici erogati dal territorio del Parco. La metodologia si basa su più approcci (qualitativi, spazialmente espliciti, quantitativi) per catturare una variegata serie di valori. I risultati permettono di individuare le aree più produttive di servizi ecosistemici e forniscono delle stime monetarie del capitale naturale del Parco. Complessivamente gli ecosistemi del Parco erogano ogni anno beni e servizi ecosistemici per un valore almeno pari a 108-140 milioni di euro (secondo il metodo di calcolo). I risultati, verosimilmente una sottostima, non devono essere considerati come valori assoluti ma come supporto alle decisioni. L’ideale applicazione della metodologia proposta, eventualmente affinata, sarebbe nel confronto di scenari (es. di pianificazione) e come monitoraggio nel tempo del capitale naturale del Parco.

 

Abstract: Natural ecosystems of protected areas provide raw materials (eg wood, fodder), regular access to clean water, mitigation of natural catastrophes, storage of carbon dioxide (and other greenhouse gases), and finally offer the opportunity for cultural and spiritual experience. Accordingly, protected areas can contribute significantly to the welfare and economy of local communities. This article presents a synthesis of the scientific research carried out on behalf of the Natural Park Adamello Brenta (PNAB) to support the design of the permanent exhibition “Uomo e Ambiente” (Man and Environment) at the new Casa del Parco in Tuenno (TN). The aim of the study is to develop and test a methodology for evaluating the ecosystem services provided by the Park. The methodology is based on several approaches (qualitative, spatially explicit, quantitative) to capture a wide range of values. The results allow to identify the most productive areas of ecosystem services and provide monetary estimates of the natural capital. Every year, the ecosystems of the Park are providing ecosystem goods and services to a value of at least 108 to 140 million euro (depending on the calculation method). The results, probably an underestimate, should not be considered as absolute values but as decision support. The ideal application of the proposed methodology would be for comparison of scenarios (eg planning) and for monitoring the natural capital of the Park over time.

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Scolozzi "Il capitale naturale del parco naturale Adamello Brenta: una prima valutazione dei servizi ecosistemici"
pagine 33-48.pdf
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Spitale (2012) "Lo stato di conservazione delle torbiere dell’alta Val Rendena (Parco Naturale Adamello-Brenta)"

 

Riassunto: Le torbiere sono habitat frammentari, poco estesi e spesso minacciati da attività antropiche di vario tipo. Il Parco Adamello-Brenta sta finanziando un progetto di ricerca che esamina lo stato di conservazione delle torbiere nell’area di Madonna di Campiglio (Provincia di Trento, Italia). Sono state esaminate finora 21 torbiere rilevando composizione e abbondanza di piante vascolari e briofite per un totale di 84 rilievi complessivi. Oltre alle caratteristiche biologiche sono state effettuate misure dell’altezza della falda, della profondità della torba, della chimicofisica dell’acqua, e stime quali-quantitative degli impatti antropici. I risultati hanno evidenziato l’elevato valore floristico, soprattutto per la parte delle briofite che era ancora virtualmente sconosciuta. Su 41 specie di briofite, 7 sono incluse nella Lista Rossa del Trentino. Sorprendentemente è stata trovata anche una specie di sfagno molto rara, mai trovata prima d’ora in Italia (Sphagnum subfulvum). Gli impatti antropici più rilevanti sono risultati essere il pascolamento e il drenaggio. Su 21 torbiere esaminate solo 8 erano totalmente prive di impatti. Le conseguenze di questi impatti sono a carico delle specie più sensibili.

 

Abstract: Peatlands are fragmented habitats, small in size and often threatened by different anthropogenic impacts. The Adamello-Brenta Natural Park are funding a project the aim of which is to evaluate the conservation status of peatlands in the area of Madonna di Campiglio (Province of Trento, Italy). Twenty-one peatlands have been examined so far, performing samples of abundance and species composition of vascular plants and bryophytes for a total of 84 surveys. Beyond biological characteristics, the following environmental features were also measured: height of water table, thickness of peat, hydrochemistry, and anthropogenic impacts. Results showed the high floristic value of plants, virtually unexplored from bryological point of view. On 41 bryophyte species, 7 are included in the Red List of Trentino. Surprisingly, a very rare sphagnum species was found, new for the Italian flora (Sphagnum subfulvum). The most important anthropogenic impacts are cattle trampling and drainage. On 21 examined peatlands, only 8 were pristine. The most sensitive species appear to be the most affected.

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Spitale "Lo stato di conservazione delle torbiere dell'alta Val Rendena (parco naturale Adamello Brenta)"
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Cavedon M, Armanini M, Mustoni A, Zibordia F (2012) "Il monitoraggio delle tane dell’orso: una ricerca pluriennale del Parco Naturale Adamello Brenta"

 

Riassunto: Grazie al successo del progetto di reintroduzione Life Ursus, sulle Alpi Centrali si sta ricostituendo una popolazione di orso bruno (Ursus arctos L.), che ha il Parco Naturale Adamello Brenta come core area. Con lo scopo di ricercare le migliori strategie di conservazione, il Parco ha avviato uno studio atto a caratterizzarerizzare le tane dell’orso bruno: durante la stagione invernale le tane costituiscono infatti un fattore di indiscussa importanza nella definizione della qualità dell’habitat per l’orso bruno. Le tane rappresentano un rifugio in cui gli orsi trascorrono l’inverno e all’interno del quale le femmine partoriscono: esse giocano pertanto un ruolo chiave in quello che forse è il periodo più vulnerabile nel ciclo stagionale dell’orso. In base a queste assunzioni, un’adeguata strategia di conservazione dell’orso non dovrebbe trascurare la conoscenza delle aree disponibili come siti di svernamento: la loro identificazione e la comprensione di quali fattori determinano la scelta di una tana da parte dell’orso permette di migliorare la pianificazione territoriale, consentendo di
minimizzare o migliorare i potenziali conflitti tra le attività umane e le necessità vitali del plantigrado. Il presente studio ha avuto lo scopo di monitorare tutti i siti di svernamento noti nel Trentino occidentale, di identificare le caratteristiche comuni sia per quanto concerne l’habitat esterno sia quello interno alle tane, e di sviluppare una metodologia predittiva utile a mappare le aree con maggiore probabilità di presenza di un sito di svernamento.

 

Abstract: Today, the only brown bear (Ursus arctos L.) population of Italian Alps is centred in Trentino, with Adamello Brenta Nature Park being its core area, thanks to the success of the Life Ursus reintroduction project. In a framework aimed at the assessment of conservation strategies, the Park underwent a study to characterise brown bear denning sites: in fact, winter denning sites function as a fundamental limiting factor in defining habitat quality for brown bear. Dens represent the site where bears shelter while wintering, and where females give birth, thus playing a crucial role in what perhaps is the most vulnerable period in the bear’s seasonal cycle. Based on these assumptions, an adequate bear conservation strategy should not forgo a sound knowledge of areas available as winter denning sites. Their identification and the comprehension of factors determining wintering site choice by bears would allow to better address landscape planning, in order to minimise or mitigate any possible conflict between human activities and bear habitat needs. This study was therefore aimed at censusing all known denning sites, at the identification of common traits both in exterior habitat traits and in inner microhabitat characterisation, and in the development of a predictive methodology useful to map areas with high probability of denning sites presence.

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Cavedon et al "Il monitoraggio delle tane dell'orso: una ricerca pluriennale del parco naturale Adamello Brenta"
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Gallucci V, Colarossi M, Urbinati C (2012) "L’abete bianco (Abies alba Miller) del Bosco della Martese (TE): dinamiche di accrescimento e indirizzi di gestione sostenibile"

 

Riassunto: I boschi con abete bianco presenti sui Monti della Laga e del Gran Sasso costituiscono un piccolo sistema interposto tra i più noti popolamenti tosco-romagnoli e quelli molisani: uno dei nuclei più significativi è quello del Bosco della Martese, una fustaia di faggio con abete all’interno della quale è stata effettuata un’indagine di tipo dendrometrico-strutturale e dendrocronologico, di cui vengono presentati i primi risultati. L’abete bianco è presente anche con alberi maturi portaseme, ma la maggior parte degli individui si trova in condizioni di eccessiva copertura da parte del faggio, che limita anche l’insediamento spontaneo della rinnovazione. Dopo un’analisi sulla struttura del popolamento e sulla dinamica di accrescimento dell’abete bianco, vengono proposti interventi selvicolturali per la diversificazione della struttura ed il miglioramento delle condizioni ecologiche dell’abete a fini conservativi e di valorizzazione della specie.

 

Abstract: The distribution area of Silver fir forests in the Apennines (Italy) is very fragmented: in the Abruzzo region there are scattered minor stands compared to the better known populations in north (Tuscany) and south (Molise) central Apennine sites. Reduction of timber production and increase of conservation constraints (Habitat directive 43/92/CEE) require now new sylvicultural regimes, based on sustainable forest management methods since natural evolution isn’t always the best practice for habitat conservation. The “Bosco della Martese” forest, in the “Gran Sasso e Monti della Laga” National Park, is mainly a beech high forest with natural silver fir. This study was aimed to: a) analyse the forest structure also using a 3D graphic reproduction ; b) assess tree-ring and BAI (Basal Area Increment) growth dynamics and trend of silver fir; c) define some management practices for a conservative and sustainable use of the forest. Silver fir is present mainly in the intermediate or lower layer of the forest; beech canopy cover is very dense and silver fir regeneration is very scarce and in very poor conditions. We suggest to create very small canopy gaps around healthy dominated trees also to improve conditions for seedlings germination and growth

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Gallucci et al "L'abete bianco (Abies alba Miller) del bosco dell Martese (TE): dinamiche di accrescimento e indirizzi di gestione sostenibile"
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Gallucci V, Giove M, Allegrucci A, Urbinati C (2012) "L’abete bianco nell’antica provincia pontificia della Massa Trabaria. Storia, gestione ed indirizzi per la tutela"

 

Riassunto: Il contributo ripercorre la storia forestale di un’area dell’Appennino tra Toscana, Umbria e Marche, acquisita dallo Stato Pontificio dal 1200 per la ricchezza di boschi d’alto fusto, soprattutto di abete bianco, che fornivano legname da opera di qualità per la costruzione delle basiliche vaticane; per questo motivo la provincia venne chiamata Massa Trabaria, dal “servitium trabium” quale onere di fornire alla Chiesa materiale legnoso al posto dei consuetudinari tributi. Lo sfruttamento eccessivo del patrimonio forestale, soprattutto dopo la cessione della Massa da parte della Chiesa intorno al 1400, ha portato alla graduale riduzione dei boschi con abete bianco, fino ai pochi nuclei residui oggi presenti. A Fonte Abeti (PU) si trova l’abetina più grande, all’interno di un SIC della Rete Natura 2000; di questa è stato caratterizzato l’assetto dendrometrico-strutturale ed è stata ricostruita la gestione pregressa anche attraverso l’analisi dendrocronologica e dei dinamismi di accrescimento. Dal 2010 l’area è inserita in un progetto Life Natura sulla conservazione degli habitat di faggeta con abete bianco in Appennino.

 

Abstract: The silver fir forest of Fonte Abeti, located in the Apennines of central Italy (near Urbino), is the residual (about 14 hectares) of a wider mountain forest area, named “Massa Trabaria”, a medieval province exploited (“servitium trabium”) by the Papal States for quality timber production, floated down the nearby Tiber river and used for Roman Churches building. The analysis of current stand structure together with a historical overview allowed to reconstruct the last 150 years of local forest history. Climate change, wood’s overcutting and transformation of many high forests to coppice for charcoal and firewood production reduced the silver fir distribution area in the course of ages. Today Fonte Abeti is mainly a mature even-aged, single-storied stand, lacking appropriate management, but also a priority habitat included in a SCI of the Natura 2000 network. Since 2010 Fonte Abeti is a target area of a Life+ project named RESIL FOR (REstoring of SIL ver fir FORest). The restoration of a more stable forest structure and the silver fir regeneration are the management priorities in this area. Planned project actions, besides genetic characterization of the population, include: i) the plantation of “micro-arboretum” using indigenous silver fir reproduced by vegetative propagation and ii) selective thinning aimed to create canopy gaps for natural regeneration.

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Gallucci et al "L'abete bianco nell'antica provincia pontificia della Massa Trabaria. Storia, gestione ed indirizzi per la tutela"
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Brun & Mosso (2012) "Valutazioni economiche della fragolicoltura in aree pedemontane"

 

Riassunto: Il lavoro ha analizzato i costi di produzione di diversi modelli colturali di fragola in un’area produttiva tipica del Piemonte pedemontano, dove la fragolicoltura è praticata con tecniche tradizionali, in piccole aziende a conduzione diretta, che contrastano con la necessità di ampliarne la diffusione. I risultati hanno dimostrato la convenienza potenziale e la possibilità di scegliere fra diversi modelli colturali, in funzione della disponibilità di manodopera e di capitali. Le tradizionali fragole unifere presentano i costi produttivi più bassi, ma anche la più innovativa coltura rifiorente, se praticata fuori suolo, realizza costi unitari inferiori al prezzo di mercato. La convenienza economica della coltura studiata costituisce un buon presupposto per un’ulteriore diffusione nelle aree montane e pedemontane, adattandosi a piccoli appezzamenti di terreno ed essendo in grado di integrarsi con altre attività, in un‘ottica di diversificazione.

 

Abstract: The paper analyzed the production costs of several strawberry cultivation models, in a typical production area in the foothills of Piedmont Region. In this area the strawberry cultivation is carried out with traditional methods, in small owner-managed farms, which contrast with the need to widen the spread. Our results show the potential convenience of such cultivation and the possibility to choose different technical models, depending on labor and capital availability. Traditional “Junebearing” strawberries have the lower production costs,
but also the most innovative “ever-bearing” crop, when grown out of the soil, is affordable. The cost effectiveness of the studied culture is a good premise for its further spread in mountain and foothill areas, as strawberry is suitable to small land plots and is able to be integrated with other activities.

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Brun & Mosso "Valutazioni economiche della fragolicoltura in aree pedemontale"
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Pontalti (2012) "Il temolo, indicatore della buona qualità dei fiumi: situazione nel Trentino"

 

Riassunto: Dopo la scomparsa in quasi tutto l’originario areale di distribuzione, il temolo è tornato a popolare i principali corsi d’acqua della provincia di Trento, sia pure in quantità inferiori rispetto al passato. Ciò è avvenuto nei tratti di fiume dove la qualità biologica non è inferiore alla II Classe IBE, risultato ottenuto in seguito ai progressi nella depurazione e, soprattutto, grazie al rilascio dei deflussi minimi vitali a valle delle derivazioni. Restano da risolvere i problemi collegati alla presenza di sbarramenti, alle quotidiane variazioni di portata a valle delle centrali idroelettriche e agli svasi di sedimenti dai bacini di accumulo. La comparsa di alcune centinaia di cormorani, attirati dall’aumentata produzione ittica dei fiumi, costituisce conferma della loro migliorata qualità.

 

Abstract: After disappearing from most of its original area of distribution, the grayling has re-colonized Trentino’s rivers following improvements in wastewater treatment and implementation of minimum water flow releases downstream of hydroelectric basins. These changes coincided with a river water quality not lower that the Second Class of the Extended Biotic Index. Some problems, such as the presence of dams, daily changes in hydroelectric flow discharge and sediment release from hydroelectric basins, remain unsolved. The arrival of hundreds of cormorants preying on the increasing grayling population confirm the improvement in the river’s quality.

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Pontalti "Il temolo, indicatore della buona qualità dei fiumi: situazione nel Trentino"
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Carella (2012) "Nidificazione di tordela nell’area urbana di Bari. Considerazioni sulla conservazione della biodiversità in ambiente urbano e sulla gestione del verde urbano"

 

Riassunto: La nidificazione della tordela è stata osservata nell’area urbana di Bari. La tordela si comporta come garden bird e nidifica in giardini e parchi urbani, ma questo accade generalmente nel Centro e nel Nord-Europa, mentre in area mediterranea l’area di nidificazione interessa essenzialmente distretti forestali ricadenti in zone collinari e montuose. L’evento qui presentato rappresenta un ottimo segnale per i livelli di biodiversità della città di Bari. Il distretto cittadino dove la nidificazione di tordela è stata osservata è prossimo al più grande parco urbano cittadino ed è inoltre caratterizzato da una diffusione di esemplari adulti di pini mediterranei (Pinus halepensis, Pinus pinea), una buona presenza di arbusti nei giardini e soprattutto lembi residuali di oliveti ed incolti/pascoli che sopravvivono nel cuore dell’area urbana.

 

Abstract: Breeding od Mistle Thrush has been observed in the urban area of Bari a big city of South Italy on the Adriatic Sea. Mistle Thrush is also a garden bird and breeds in gardens and urban parks, but this happens in general in the Centre and in the North of Europe more since in Mediterranean areas breeding occur in forests in the hilly and mountain districts. This event is a good signal for the biodiversity levels of Bari. The district of the city where breeding of Mistle Thrush was observed is closed to the largest urban park of Bari and is characterized by tall Mediterranean pines (Pinus halepensis, Pinus pinea), good presence of shrubs in the gardens and above all residual olive fields and herbaceous dominated coenoses that still survive in the heart of the city.

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Carella "Nidificazione di tordela nell'area urbana di Bari. Considerazioni sulla conservazione della biodiversità in ambiente urbano e sulla gestione del verde urbano"
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