DENDRONATURA N.2 2003

 

1. Carmignola G, Krause M, Rinner S, Staffler J, Mattioli S (2003). Il cervo in alta Val Venosta: dati sulla popolazione ottenuti dall'analisi dei prelievi 1969-1996.

 

Riassunto: L'elevata incidenza dei danni alle colture forestali in Alta Val Venosta (Alto Adige) ha evidenziato i limiti dell'attuale gestione faunistico-venatoria degli Ungulati. Come testimoniato dagli alti tassi di prelievo praticati da più decenni, il cervo ha registrato incrementi notevoli. Per meglio individuare gli interventi gestionali più idonei, in mancanza di dati di censimento attendibili, è stato necessario ricostruire l'andamento demografico attraverso l'analisi degli abbattimenti del periodo 1969-1996. L'analisi delle coorti ha permesso di stimare una consistenza numerica per il periodo 1992-1996 di circa 1320 capi, pari ad una densità di 2,6 capi per kmq di superficie totale e di 6,0 capi per kmq di superficie idonea. Un prelievo venatorio scorretto prolungato nel tempo ha finito per incidere significativamente sulla struttura di popolazione, con un rapporto sessi sbilanciato a favore delle femmine (1 : 2) e una scarsa presenza di esemplari maschi adulti: solo l'1,7 % aveva più di 8 anni e l'età media stimata del segmento maschile è risultata di appena 3,06 anni.

 

Abstract: Red deer in Val Venosta, South Tyrol: population reconstruction from harvest data, 1969-1996

Heavy damage to forest plantations in Alta Val Venosta (Alto Adige) has revealed the weakeness of the present system of game management of Ungulates. As evidenced by high culling rates, red deer have had a remarkable demographic increase over the last decades. Given the lack of reliable census data, to choose better management measures was necessary to reconstruct the population structure and dynamics by means of analysis of animals culled during 1969-1996. Cohort analysis of stags has permitted to estimate the population size for the period between 1992-1996 at about 1,320 head, i.e. 2.6 head per sqkm of total surface and 6.0 head per sqkm of suitable surface. A long-lasting incorrect culling regime has seriously affected the population structure, with a sex ratio biased towards females (1 : 2) and a low proportion of adults among stags: only 1.7% oF stags were more than 8 years old and the mean age of the male segment was 3.06 years.

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2. Valentinotti R, Napolitano M, Salvadori C, Ambrosi P (2003). Sviluppo di un prototipo GIS in ambienta Internet per il monitoraggio dello stato di salute delle foreste trentine.

 

Riassunto: L'obiettivo del lavoro presentato è la realizzazione di un WEBGIS per il monitoraggio estensivo delle foreste trentine. Dopo una prima fase di analisi della metodologia attualmente adottata per la gestione dei dati, si è passati all'individuazione di una serie di miglioramenti ottenibili attraverso l'informatizzazione dei processi con l'ausilio di un sistema GIS su base Internet. Sulla base di software libero è stato poi sviluppato, con tecnologia Java, il prototipo "Forest Health WebGIS" che permette di popolare un database relazionale centralizzato all'interno del quale sono memorizzate anche le informazioni spaziali (coordinate dei punti e poligoni) di ogni segnalazione. La nuova metodologia di gestione dell'informazione apre nuove possibilità di analisi sui dati mediante operatori spaziali, tipici dei sistemi GIS. Inoltre rende percorribile la strada dell'analisi di immagini da satellite nella speranza di individuare firme spettrali in grado di caratterizzare le diverse tipologie di danno.

 

Abstract: The aim of the introduced job is the realization of a WEBGIS for the extensive monitoring of the forests in the Province of Trento. After an analysis of the currently adopted methodology for the management of the data, a series of obtainable improvements through the informatization of the processes with the aid of a web-based GIS has been cosidered. On the base of "Open Source" software it has been developed the "Forest Health WebGIS" prototype using Java technology. The prototype allows to add data to a centralized database where also the spatial information (coordinates of the points and polygons) of every signalling of damage are included. The new methodology of management of the information offers new possibilities to analize the data by spatial operators, who are typical of GIS. Moreover we suppose that the collected data could be used for the analyses of satellite images in the hope of individuation a spectral signature to characterizing the various typologies of damage.

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3. Cescatti A, De Berti G, Fiora A, Gianelle D, Marcolla B, Rodeghiero M, Tonolli S, Vescovo L, Zorer R (2003). La gestione degli ecosistemi naturali nell'ottica del ciclo del carbonio e dei cambiamenti climatici.

 

Riassunto: Il protocollo di Kyoto ha contribuito a riportare l'attenzione della comunità internazionale su alcune importanti funzioni degli ecosistemi naturali e a indagare sulla maggiore o minore capacità di questi di ridurre la concentrazione di anidride carbonica presente in atmosfera.

Tra i comparti del ciclo del carbonio non ancora sufficientemente conosciuti e che interessano direttamente la realtà del territorio Trentino, vi sono gli ecosistemi forestali e quelli prato-pascolivi. Le piante, grazie al processo di fotosintesi clorofilliana, sono in grado di assorbire anidride carbonica e di legarla nei carboidrati, molecole che stanno alla base delle catene alimentari. Il carbonio così trasformato rimane immobilizzato per lungo tempo nel legno e nella sostanza organica del suolo, costituendo un importante pool nel bilancio di questo elemento. Gli ecosistemi vegetali devono quindi essere studiati e gestiti anche in virtù del loro fondamentale ruolo nel ciclo del carbonio, ruolo che attribuisce una nuova importanza politica ed economica alle regioni della Terra ricche di tali ecosistemi. Le ricerche svolte presso il Centro di Ecologia Alpina consentiranno di approfondire ed integrare la conoscenza delle superfici semi-naturali attraverso una descrizione dei popolamenti vegetali basata su un approccio di tipo inventariale. La conoscenza dei quantitativi di carbonio immobilizzati nelle foreste e nelle praterie permetterà di dare delle importanti risposte non solo al mondo scientifico e alla comunità internazionale ma anche a chi è chiamato a compiere delle scelte sulla gestione del patrimonio forestale e alpicolturale.

Le informazioni ottenute sono di particolare importanza per far fronte alle richieste del protocollo di Kyoto sull'emissione dei gas serra ed in particolare sul contenimento delle emissioni di anidride carbonica.

 

Abstract: The Kyoto Protocol has contributed to bring the attention of the international community on some important functions of the natural ecosystems and to investigate on their ability to reduce the present carbon dioxide concentration in atmosphere. The role of forest and grassland ecosystems in this context are not still sufficiently known in the Province of Trento. Plants, thanks to the photosynthesis processes, absorb carbon dioxide and tie it in carbohydrates molecules, that are at the base of the alimentary chains. The transformed carbon therefore remains immobilized in the wood and in the soil organic matter for a long time. The natural ecosystems must be studied and managed also for their fundamental role in the carbon cycle, because this gives a new political and economic importance to the regions of the earth that are rich of such ecosystems. The researches carried out by the Centro di Ecologia Alpina will concur to deepen and to integrate the knowledge in this studies through a description of natural ecosystems based on an inventory approach. The knowledge of forests and grasslands carbon stocks will allow to give not only a contribute to the scientific community but also to their management. The obtained information are useful in order to give answers to the demands of the Kyoto Protocol on the emission of greenhouse gases and in particular on the conltrol of the carbon dioxide emissions.

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4. Agostini A, Dellagiacoma F (2003). La rete europea Natura 2000 nella provincia di Trento

 

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5. La Porta N, Battisti A, Aimi A (2003). Valutazione ecologica e gestione sostenibile del cipresso per finalità turistico-paesaggistiche.

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6. Arman G., Bruzzone L., De Natale F. (2003). Classificazione automatica di un'area del Trentino mediante analisi di immagini telerilevate multispettrali.

 

Riassunto: In questo lavoro si presentano e si confrontano i risultati di diverse prove di classificazione di immagini Landsat 5 TM effettuate allo scopo di produrre una mappa tematica Bosco/Non bosco ed una di uso del suolo per un'area del Trentino sud-occidentale. Le prove differiscono sia per l'approccio alla classificazione, sia per i data set utilizzati. In particolare sono stati confrontati i risultati di classificazioni a massima verosimiglianza con quelli ottenuti da una rete neurale Radial Basis Function. Alle bande originarie fornite dal satellite (esclusa quella termica) sono stati aggiunti alcuni parametri dì tessitura e l'indice di vegetazione NDVI.

I migliori risultati sono stati ottenuti con il classificatore a massima verosimiglianza ed un data set composto dalle bande originarie 1-5 e 7, l'NDVI e parametri di media di tessitura dell'occorrenza, sia per la classificazione Bosco/Non Bosco, con un'accuratezza globale del 98%, che per quella dell'uso del suolo, con un'accuratezza pari al 95%.

 

Abstract: This work presents the results of several classification (Forest/Non Forest and Land Use) experiments carried out on an area of the South-Western Tentino (Italy). The experiments have been based on the use of different classification methods, i. e. Maximum Likelihood and Radial Basis Function neural network, and of different data sets. The data sets include the Landsat TM spectral channels 1-5 and 7, the normalized difference vegetation index (NDVI) and some texture features. The best accuracies have been obtained with the Maximum Likelihood classifier and a data set composed by the TM bands, the NDVI and the mean texture feature computed with the occurence method. In particular the overall accuracy was equal to 98% for Forest against Non Forest classification, and to 95% for Land Use classification.

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