DENDRONATURA N.2 2000

 

1. Siligardi M (2000). La bioindicazione come strumento per il monitoraggio

 

Riassunto: I comparti interessati alle vicende ambientali necessitano di strumenti in grado di agevolare e rendere credibile la valutazione della qualità dell'ambiente e delle sue modificazioni, offrendo elementi di riferimento di facile comprensione. Tali strumenti sono gli indici ambientali, costruiti utilizzando indicatori ambientali, che per loro specifica caratteristica dovrebbero garantire un alto grado di rappresentazione sintetica dell'obiettivo preposto.

In ambito biologico esistono svariati indici, costruiti con i più diversi indicatori, ottenendo modelli di valutazioni e di giudizio in funzione di una gerarchia legata al tempo di risposta e alla attinenza ecologica dell'indice.

L'uso di metodi della bioindicazione è recente, ma ha assunto molta importanza e affìdabilità nella definizione dello stress ambientale più di ogni altra metodologia analitica puntiforme. Il quadro delle conoscenze che ne derivano forniscono una base per lo studio, il controllo, la gestione e la conservazione degli ecosistemi che compongono l' ambiente alpino.

 

Abstract: The compartment's interested in the environmental problems need tools to facilitate the evaluation both the quality of the environment and its modiflcations, offering elements easily to be understood. Such tools are the environmental indexes, developed using environmental indicators, that for their specific characteristics should offer a high capabality of synthetic representation.

Varied indexes are developed in bilogical studies, created with tlle most different indicators, suppling models of evaluations tied to the time response and the ecological relation of the index.

The use of bioindication metods is recent, but it has assumed a lot of importance and relability in the definition of the environmental stress more than every other analytical methods. The derived knowledge furnishes a base to the study, the control, the management and the maintenance of the ecosystems that from the alpine environment.

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2. Ciutti F, Cappelletti C, Monauni C, Siligardi M, Dell'Uomo A (2000). Qualità biologica e funzionalità del Torrente Fresina (Trentino)

 

Riassunto: Si riportano i risultati dell'indagine effettuata sul bacino del Torrente Fersina (Trentino), nella quale sono state utilizzate metodologie di indagine biologica, quali l"IBE e l'EPI-D, che analizzano rispettivamente la comunità dei macroinvertebrati e delle Diatomee epilitiche e un indice globale (RCE-2) per lo studio della funzionalità fluviale.

 

Abstract: Biological quality and ecological functionality of Fersina stream (Trentino)

Biological quatlity and ecological functionality of Fersina stream (Trentino) were investigated using biological indexes (IBE and EPI-D) and a functionality index (RCE-2).

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3. Cristofolini F, Gottardini E (2000). Licheni come bioindicatori della qualità dell'aria: prime indagini a Trento

 

Riassunto: Premesso il significato del biomonitoraggio, si presenta la possibilità di monitorare l'inquinamento dell'aria utilizzando i Iicheni. Si illustrano le caratteristiche e le potenzialità di questi bioindicatori. A titolo esemplificativo si riporta l'indagine svolta a Trento, dove l'area urbana è stata monitorata basandosi sull'indice di Biodiversità Lichenica (BL) raccolto in 22 stazioni. Si espone una prima interpretazione della mappa di qualità dell'aria ottenuta.

 

Abstract: Lichens as biomonitors of air quality: first results at Trento (North Italy)

After briefly outlining the importance of biological monitoring in general, the use of lichens for monitoring air pollution is described. Particular emphasis is placed on the characteristics and potential of lichens as bioindicators. A case study based on data from 22 monitoring station in the city of Trento using the Lichens Biodiversity index (BL) is given. An air quality map was prepared and interpreted.

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4. Zorer R, Türk R (2000). Monitoraggio della qualità dell'aria mediante indicatori biologici (licheni) nel Comune di Mori

 

Riassunto: La campagna di monitoraggio della qualità dell'aria mediante indicatori biologici nel Comune di Mori si è basata su un 'indagine preliminare della flora lichenica e sull'utilizzo del monitoraggio attivo, mediante esposizione di tavolette con espianti di Hypogymnia physodes.

L'indagine floristica preliminare ha rilevato una situazione di povertà di specie licheniche, che è riscontrabile anche nella limitrofa città di Rovereto ed in molti centri urbani. I fattori che influenzano questa situazione possono essere sia di tipo microclimatico quali la scarsa umidità, la mancanza di substrati idonei, gli eccessivi sbalzi termici, sia di tipo antropico (inquinanti atmosferici). Utilizzando gli espianti ed i risultati dell'indagine floristica si è potuto distinguere due zone, caratterizzate l'una dalla presenza di licheni autoctoni e da un lieve danno degli espianti (stazioni 1, 2, 3, 5), l'altra da condizioni di "deserto lichenico" e da percentuali di danno maggiori (stazioni 4, 6, 7, 8). La situazione migliore è stata riscontrata presso la stazione 3, dove la presenza di Parmelia sulcata è buon indice di qualità dell'aria. Sulle piante di piazza Cal di Ponte è stato trovato inoltre il maggior numero di specie e, dall'esame delle immagini del monitoraggio attivo, è risultata anche la minor percentuale di perdita di tallo.

 

Abstract: Monitoring of the air quality by means of lichens in the municipality of Mori

The monitoring of the air quality by means of lichens in the municipality of Mori has been based on a preliminary floristic study and on the use of the active monitoring, by means or exposition tablets with explants of Hypogymnia physodes. The preliminary study showed a situation of poverty of lichens species, that has been also found in the near city of Rovereto and in other city centers. The factors that influence this situation could be microclimatic, like the insufficent humidity, the absence of suitable substrate, the excessive temperature range, but also of anthropic origin (atmospheric pollution). Using the lichen explants and the results of the floristic study it was possible to distinguish two zones, characterized one by the presence of native lichens and light damages of the exposed thalli (stations 1, 2, 3, 5), the other by conditions of "lichen desert" and greater percentages of damage (stations 4, 6, 7, 8). The best situation was found near stations 3 (Cal di Ponte), where the presence of Parmelia sulcata is a good quality index of the air. Moreover on the plants of the main square was found the greater number of species and also the minor percentage of loss of thallus. The other collected species were nitrophilous and resistant to the pollution. Anyway their presence and wariety must be considered positively, in relation to the micoclimatic conditions. The lichens need hight humidity conditions, guaranteed by the presence of the garden and of little groups of plants that contribuite with the transpiration to avoid the lowering of the relative humidity and excessive thermal excursions.

The worst situation was found close to the station 4. Here the naturall lichens were absent and the esplants evidenced serious damages. The situation of Mori is much similar to that one found in Rovereto in a previous study (MATASSONI, ZORER, 1987). The percentage of damage of the thalli reached similar values after six months of exposure. This results are encouraging if compared with those of the previous decade in Bolzano (BENDETTA, 1977), where, in the course of a similar study, the samples of Hypogymnia physodes died after a mounth. However Hufnagel and Türk (1998) showed a remarkable increase (until 16%) of the thalli after exposure in the city of Salisburgo.

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5. Guido M (2000). Monitoraggio in ambiente forestale: l'uso di artropodi

 

Riassunto: Gli artropodi mostrano una notevole sensibilità nei confronti dei cambiamenti ambientali e quindi si prestano ad essere un valido strumento di bioindicazione degli effetti ecologici delle attività umane in ecosistemi sia pratìvi sia forestali. In particolare, gli artropodi possono dare informazioni in modo rapido sugli effetti (sia a carico della biodiversità che della funzionalità degli ecosistemi) dei cambiamenti del tipo di gestione. L‘applicabilità dell’impiego di alcuni gruppi di questi invertebrati nell'ambito della gestione ambientale è stata evidenziata mediante alcuni esempi: l'impiego degli ortotteri come bioindicatori nella determinazione degli

effetti ecologici dell‘abbandono delle praterie montane; lo studio degli effetti delle conversioni di cedui di faggio sulle comunità di coleotteri carabidi, al fine di un possibile impiego di tali insetti come indicatori dello stato di evoluzione e della produttività dei popolamenti: l’impiego di alcuni gruppi di artropodi per l'analisi degli effetti ecologici di interventi finalizzati al controllo delle zecche in aree forestali.

 

Abstract: Monitoring in forest environments asing arthropods

Arthropods show a high sensitivity to environmental changes and thus they can be a useful tool for monitoring and assessing the ecological effects of human activities on grassland and forest ecosystems. In particular, arthropods give rapid responses to the effects (both on biodiversity and ecosystem functioning) of land-use changes. Possible applications of the use of such invertebrates in ecological assessment have been stressed by presenting some examples: the use of Orthoptera as biological indicators in the assessment of the ecological effects of the abandonment of alpine grasslands; the study of carabid communities from beech coppices of different age and proditctivity in order to evaluate the potential of carabids as biological indicators of forest conditions, especially productivity and ecological efficiency; the use of non-target arthropods in monitoring the effects of chemical treatments against ticks in forest areas.

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6. Osti F (2000). Censimendo di Carabidi (Coleoptera: Carabidea) nella Foresta Demaniale di Cadino

 

Riassunto: Nel presente lavoro, svolto nell’ambito dei rilievi faunistici finalizzati alla conoscenza delle zoocenosi della Foresta Demaniale di Cadino, vengono presentati i risultati relativi ai censimenti della coleotterofauna a carabidi condotti mediante trappole a caduta nel corso dell’anno 1999.

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7. Ambrosi P, Confalonteri M, Salvadori C (2000). Biomonitoraggio in due aree di studio permanenti nei boschi del Trentino

 

Riassunto: L'inquinamento, l'antropizzazione, i cambiamenti d'uso del territorio stanno determinando modificazioni ambientali le cui conseguenze sono incerte e poco prevedibili. Numerose sono state anche in Trentino le attività intraprese per verificare lo stato di salute dei boschi e da quasi 10 anni, in due aree di osservazione permanenti, viene effettualo un monitoraggio integrato. Le indagini condotte secondo un approccio interdisciplinare e una metodologia standard (Reg. CEE 1091/94) lasciano ampio spazio alla bioindicazione. Gli esempi riportati, pur nella considerazione del breve tempo d'osservazione, non evidenziano palesi situazioni di stress derivanti da inquinanti locali o transfrontalieri. Di un certo impatto risultano invece le attività antropiche pregresse ed emerge il ruolo significativo del clima sia nel breve (stagione) che nel medio (decennio) periodo, principale fattore di condizionamento degli ecosistemi monitorati.

 

Abstract: Biomonitoring in two permanent sites of Trentino's forests

Pollution, anthropogenic stress, land-use modifications have been causing  environment changes, with related consequences, which are not fully understood yet. Several activities have been carried out in Trentino to identify and quantify the various factors that interact in this forest ecosystem change. In the last ten years two selected forest stands, localed in the province, have been studied according to the interdisciplinary Integrated Monitoring Programme (IMP) standard metthods. The reported biomonitoring examples showen no evidence of stress phenomena due to local or transborder air pollution. So far, results demonstrate that climate change, seasonal variation and previous antropogenic activities have certain specific impact on the general haalth of the monitored ecosystems.

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8. Scrinzi G (2000). Reti neturali. Intelligenza Artificiale e foreste

 

Riassunto: Con le Reti Neurali Artificiali (Artificial Neural Networks - ANN) si apre un'alternativa interessante alla Regressione e ai Sistemi Esperti nella modellizzazione statistico-matematica e nella classificazione multivariata dei fenomeni biologici. Benché i modelli neurali siano stati identi gia nel primo dopoguerra negli ambienti scientifici dell'Intelligenza Artificiale, solo dai primi anni '90 si assiste allo sviluppo del loro impiego operativo nelle tecnologie avanzate e in molti settori dove sussistono esigenze di previsione, simulazione e classificazione. In ambito forestale i modelli neurali stanno facendo le loro prime apparizoni operative quasi esclusivamente in nord America.

La Sezione Assestamento forestale ISAFA ha attivato nel '99 un programma di ricerca specifico sulle possibili applicazioni della modellistica neurale in campo forestale. Gli studi finora condotti e una serie di applicazioni sperimentali in pianificazione forestale e biometria, depongono per ottime prospettive di impiego delle Reti nel nostro settore.

L'artirolo, di carattere informativo-divulgativo, traccia un quadro sulle ANN che, per quanto sommario, potrà forse risultare utile ai tecnici forestali che saranno probabilmente chiamati ad utilizzare operntivamenle questo "nuovo" tipo di modelli.

 

Abstract:  Artificial Neural Networks (ANN) open an interesting alternative to Regression and Expert Systems in mathematical and statistical modelling, and in multivariate classification of biological phenomena. Althrough the first neural models were devised since the early post-war period, within the scientific environments of Artificial Intelligence, only in the early nineties it saw a development of their use in advanced technologies and in several sectors in which exigencies of forecast, simulation and classification do exist. In the forest context neural models are having their first operative applications almost exclusively in North-America.

In 1999 The ISAFA Forest Management department has started up a specific reserch project on possible applications of neural modeling in the forest sector. The studies so carried out, in addition to some experimental applications in forest planning and biometrics, give evidence of very good prespectives for the neural networks usage in forest environment.

This paper, featured keeping in mind a popular purpose, draws a framework of the ANN that, even if brief and perfunctory, could maybe result useful to foresters who will probably be required to know and properly use this new kind of models.

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