1. Cerato Mario (2018). "Cipriano Bresadola. Da Ortisè a Vienna. Dall’Impero all’Autonomia - Prima parte"

 

2. Zanderin Silvia (2018). "Monitoraggi floristici nel Parco Naturale Paneveggio - Pale di San
Martino"

 

Riassunto: Il lavoro di monitoraggio è stato svolto presso il Parco Naturale Paneveggio – Pale di San Martino durante il periodo estivo del 2017 (giugno – agosto). Il monitoraggio si è concentrato su due specie: Cypripedium calceolus L. (Orchidaceae) e Saxifraga cernua L. (Saxifragaceae). È importante sottolineare il fatto che all’interno del Parco non erano mai stati effettuati studi così dettagliati su queste specie, pertanto non si hanno dati pregressi da
poter confrontare. Per quanto riguarda C. calceolus, si sono presi in considerazione due siti di monitoraggio, uno all’interno del Parco (in zona Val Canali), uno al di fuori dei confini del Parco (ai piedi delle Crode Rosse). In questo modo si potrà, in futuro, in seguito ad altri monitoraggi, confrontare le due aree per capire se l’azione di tutela, che il Parco può offrire entro i suoi confini, ha un ruolo importante nella salvaguardia di questa specie. Per quanto riguarda S. cernua, invece, trattandosi di una specie molto rara nel Parco, è stato necessario fare una vera e propria ricerca che ci ha portato all’individuazione di una sola stazione in cui la specie è presente.

 

Abstract: The monitoring has been developed in Paneveggio–Pale di San Martino Natural Park between June and August 2017. The study focused on two species: lady’sslipper orchid (Cypripedium calceolus L.) of the Orchidaceae family and drooping saxifrage (Saxifraga cernua L.) of the Saxifragaceae family. These two species have never been analysed in the Park before, so there are not previous data to which relate the new ones. Concerning lady’s-slipper orchid, we considered two sites of monitoring: the first one, within the Paneveggio–Pale di San Martino Natural Park (Canali Valley), while the second one outside the Park (Crode Rosse). In this way, in future, it would be possible to compare the two sites and understand if the safeguard actions taken by the Park play an important role in the protection of these species. On the other side, the analysis of drooping saxifrage was more difficult because it is a rare species within the Park and it was found only in one locus.

 

3. Antonelli Stefano, Negri Martino, Urso Tiziana (2018). "La luna e i falò: fasi lunari e legno
nella percezione comune"

 

Riassunto: In campo forestale l’influenza della luna viene tenuta in considerazione in relazione alla data di abbattimento delle piante allo scopo di ottenere materiale di qualità. Esistono molte fonti che indicano quali siano i periodi migliori per l’abbattimento delle piante in relazione alla fase lunare; queste fonti sono legate alla cultura tradizionale e a conoscenze empiriche, piuttosto che a motivi razionali o a studi sperimentali. Per avere una panoramica della percezione corrente, abbiamo sottoposto un questionario ad un campione di 150 esperti del settore agro-forestale e della filiera del legno. L’elaborazione dei questionari raccolti ha evidenziato la radicata convinzione che la fase lunare al momento del taglio influenzi la qualità del legno, in particolare le proprietà legate al contenuto d’acqua. La fase migliore per il taglio risulterebbe essere quella di luna calante, quando il legno dovrebbe aver minor contenuto d’acqua e tempi di stagionatura più brevi. Gli intervistati non sono stati in grado di motivare su base razionale i meccanismi con i quali la fase lunare interverrebbe sulle proprietà tecnologiche del legno ed hanno spesso argomentato le proprie convinzioni basandosi su analogie relative ad attività agricole (calendari di semina, vinificazione, ecc.) o di altri fenomeni (crescita dei capelli, funghi, ecc.) a loro volta basate più sulle tradizioni
popolari che su argomentazioni razionali.

 

Abstract: In the forest field, the influence of the moon is taken into account in relation to the felling date in order to obtain high quality timber. There are many sources that indicate the best times for the felling process in relation to the moon phase; these sources are linked to traditional culture and to empirical knowledge, rather than to rational reasons or experimental studies. To get an overview of current knowledge, we submitted a questionnaire to a sample of 150 experts from the agro-forestry sector and the wood supply chain. The elaboration of the collected data highlighted the deep conviction that the moon has an influence on the quality of the wood and in particular with the properties related to the moisture content. The best phase for cutting would be that of a waning moon, when the wood should have lower water content and shorter seasoning times. The interviewees were not able to motivate on a rational basis the mechanisms of the moon phase would influence on the technological properties of wood and have often argued their beliefs based on analogies related to agricultural activities (sowing calendars, winemaking, etc.) or other phenomena (hair growth, fungi, etc.), based more on popular traditions than on rational arguments.

 

4. Salvador Isabella (2018). “Dell’utilità dei boschi”: agli albori dei servizi ecosistemici. Il caso del Trentino sud-orientale

 

Riassunto: Tra XVIII e XIX secolo lo sfruttamento delle foreste prealpine raggiunse livelli oggi quasi inimmaginabili e agli inizi dell’800 i boschi del Trentino meridionale risultavano in grave disequilibrio. Nel 1810 il naturalista roveretano Pietro Cristofori descrisse in dettaglio nella sua Statistica forestale del Distretto di Rovereto questa situazione, proponendo un Piano di coltura boschereccia volto a frenare il progressivo depauperamento delle foreste e ad aumentarne superficie e rendita. L’analisi dello stato dei boschi inserita in un periodo di anomalie metereologiche e grandi cambiamenti socio-economici indusse gli studiosi dell’epoca a considerare quali fossero le relazioni tra copertura vegetazionale, assetto climatico, dissesto idrogeologico e implicazioni economiche, ponendo probabilmente le basi dell’odierno concetto di “servizi ecosistemici”.

 

Abstract: In the late eighteenth and early nineteenth centuries, forest exploitation in the Prealps reached almost unthinkable levels: by the early 1800’s, forests in southern Trentino had been severely damaged. This problem was addressed in 1810 by Pietro Cristofori, a naturalist from Rovereto. In his Statistica forestale del Distretto di Rovereto (“Forest Statistics of the Rovereto District”), he proposed a Piano di coltura boschereccia (“Tree planting plan”) to contain the gradual deforestation in the region and to increase both the woodland area and its productivity. This study was carried out during a historical period marked by climatic anomalies and by deep social and economic changes, and not by chance scholars and scientists started focusing their attention on the existing (and still largely unknown) relationship between plant cover, climate, hydrogeological instability, and economic factors, arguably paving the way for the modern concept of “ecosystem services”.

 

5. Balest Jessica (2018). "Interazione tra società e territorio: una comparazione tra tempi di pace e tempi di guerra testimonianze dal caso di studio di Velos"

 

Riassunto: Il territorio è espressione stessa dell’interazione tra società e ambiente naturale. Nelle comunità locali a cavallo tra la fine dell’800 e l’inizio del ‘900, avveniva un sistema di auto governo delle risorse naturali e sociali che dipendeva dall’intraprendenza degli abitanti e dal contesto naturale. Durante la Seconda Guerra Mondiale, i sistemi di auto governo del bene comune venivano messi in discussione, creando pressioni sia fisiche che psicologiche sulla base del controllo degli alimenti, delle materie prime e dei prodotti necessari alla sopravvivenza delle singole famiglie e delle comunità in generale. Queste pressioni hanno portato le comunità locali a ridefinire la propria gestione del territorio cercando escamotage per la propria sopravvivenza, come il mercato nero. Tuttavia, le pressioni da parte dell’esercito tedesco hanno aumentato la vulnerabilità delle comunità locali e la loro capacità di resilienza. Questo breve articolo ha l’obiettivo di investigare l’auto governo del territorio di una comunità locale in tempi di pace e in tempi di guerra e si basa su un caso di studio analizzato tramite due racconti di vita e tre scritti locali relativi all’abitato di Velos.

 

Abstract: Territory is the result of interaction between society and nature. During the period between the end of XIX and XX century, local communities in Italy were in habitude to self-govern the natural and social resources, according to the kingdom rules. Self-governments of local communities were different according to the natural features of the territory and the initiative of inhabitants. During II World War, the self-govern must change due by German army physical and psychological pressures. These pressures were based on the control on raw materials, products, and food. Local communities re-defined their self-rules in order to survive using, for example, hidden market. However, army pressures raise local community vulnerability. This short paper has the aim to investigate local community self-govern of territory in peace and war periods. The methodology is based on the case study of Velos, two in-depth interviews and three written documents.

 

6. Fedrigotti Chiara (2018). "Il paesaggio alpino tra abbandono e rinaturalizzazione: sfide ed opportunità"

 

Riassunto: La rinaturalizzazione del paesaggio è oggi uno degli argomenti più ampiamente dibattuti nel contesto Europeo, interessando su larga scala il nostro continente. L’analisi del fenomeno è però molto complessa, dal momento che alle sue dinamiche contribuiscono molteplici fattori, afferenti a diversi settori di indagine: ecologia, climatologia, ma anche società, politica ed economia. Scopo del presente lavoro è quello di mostrare le sfide e le opportunità emergenti dal processo di rinaturalizzazione con un focus sulle possibili implicazioni di una strategia gestionale sempre più diffusa anche a livello europeo: il rewilding. Particolare risalto verrà riservato all’abbandono nei paesaggi bio-culturali, cercando di comprendere come obiettivi di conservazione della biodiversità possano convivere con il mantenimento dei valori culturali del paesaggio alpino e con le comunità che li frequentano.

 

Abstract: Landscape rewilding is one of the most extensively discussed topic in European context nowadays, affecting our continent at a large scale. Investigating this phenomenon is a complex effort, since multiple and multidisciplinary factors contribute to its dynamics. Aim of the present work is to show benefits and challenges of abandonment and forest regrowth process, with a focus on possible implications of a new management strategy that is more and more widespread through Europe: rewilding. Particular emphasis will be placed on the abandonment in bio-cultural landscapes, trying to understand if conservation targets could coexist with the manteniance of the cultural values of Alpine landscape and the communities that live in it.

 

7. Degasperi Fiorenzo (2018). "Il bosco invisibile. Radici in terra, radici nel cielo"

 

8. Kezich Giovanni (2018). "Chi ha paura del gran bosco nero? attitudini silvofile e silvofobe a confronto sui due versanti della ‘frontiera nascosta’"