1. Scaccini D (2017) "I coleotteri Lucanidi delle foreste italiane: monitoraggio e conservazione"

 

Riassunto: I “ruoli ecologici” del legno morto influenzano la produttività forestale, il sostentamento della diversità biologica, la geomorfologia e il regolamento dello stoccaggio
di carbonio. La biodiversità legata al legno morto raggiunge alti livelli di complessità, in particolar modo nel caso dei Coleotteri saproxilici. Fra questi, i Coleotteri Lucanidi, 9 specie per la fauna italiana, comprendono specie rare e indicatori biologici, utili per rilevare lo stato qualitativo dell’ambiente. Per lo studio e la tutela di queste specie le pratiche attuabili comprendono il loro monitoraggio e la conservazione degli habitat. Nuove pratiche di monitoraggio indiretto potranno essere valutate nel caso delle specie del genere Platycerus mediante la conta dei segni di ovideposizione, mentre altre pratiche sono già in atto in diversi Stati per il monitoraggio di specie di dimensioni maggiori, come nel caso di Lucanus cervus. La conservazione degli habitat è conseguenza della gestione forestale. Nelle pratiche di gestione forestale è necessario considerare la biologia delle specie di interesse, in particolar
modo in riferimento agli indicatori biologici.

 

Abstract: The “ecological roles” of the deadwood act on the forest productivity, the support of biodiversity, the geomorphology, and the carbon storage. The biodiversity related to deadwood can reach high levels of complexity, in particular considering saproxylic beetles. Among them,
the stag beetles, with 9 species in Italy, include rare species and biological indicators, useful to reveal the qualitative status of the environment. In order to study and preserve them, viable practices have to include monitoring methods and the habitat conservation. New indirect monitoring practices can be evaluated for the Platycerus species, counting the oviposition scars, while other monitoring practices are already used in several Countries for the big species, such as Lucanus cervus. Habitat conservation is the result of forest management. In management practices, to consider the biology of the target species is necessary, referring in particular to the biological indicators.

 

2. Giuntini F, De Meo I, Graziani A, Paletto A (2017) "Stima del volume di legno morto in rimboschimenti di pino nero (Pinus nigra J.F.Arnold) in Toscana: confronto tra casi studio

 

Riassunto: Il presente studio descrive e confronta la quantità di legno morto a terra presente in rimboschimenti di pino nero al fine di mettere in luce l’importanza di questa componente forestale per la biodiversità specifica e lo stoccaggio temporaneo di carbonio. La stima dei volumi di legno morto a terra in tre aree studio della Toscana (Pratomagno, Monte Amiata e Monte Morello) è stata fatta tramite Line Intersect Sampling (LIS). Nel corso dei rilievi in campo sono state raccolte, oltre al diametro dei frammenti di legno morto a terra nel punto di intersezione con il transect, anche altre informazioni quali la specie d’appartenenza e la classe di decomposizione (sistema a 5-classi di decomposizione). I risultati dello studio mettono in evidenza quantitativi di legno morto, in tutte e tre i casi studio, superiori a quelli evidenziati dal secondo Inventario Forestale Nazionale (INFC) per le pinete dell’Italia centrale. In particolare, sono stati stimati volume di legno morto a terra di 64,92 m3/ha per Monte Morello, 30,31 m3/ha per il Pratomagno e 13,16 m3/ha per il Monte Amiata. In termini di distribuzione dei volumi per classi di decomposizione si evidenzia una prevalenza di legno morto nella seconda e terza classe di decomposizione a Monte Morello (73% del volume totale), nella prima classe
di decomposizione in Pratomagno (51% del volume totale) e nelle ultime due classi di decomposizione nel Monte Amiata (63%).

 

Abstract: The study analyses the quantity of lying deadwood volume in black pine plantations in order to highlight the importance of this component of forest ecosystems for biodiversity and carbon sequestration. The quantification of deadwood volume in three study areas (Pratomagno, Monte Amiata e Monte Morello) of Tuscany region was realized using the Line Intersect Sampling (LIS) method. In various sampling points, the diameter of lying deadwood,
the species and the decay class (5-decay class system) were collected during the field measurements. The results of the study show that the lying deadwood volume in the three case studies is higher that the lying deadwood volume estimated for the pine forests of Central Italy by the second National Forest Inventory (INFC). In particular, 64.92 m3/ha in Monte Morello, 30.31 m3/ha in Pratomagno and 13.16 m3/ha in Monte Amiata were quantified. With regard to the decay class, in Monte Morello the lying deadwood volume is concentrated in second and third decay classes (73% of total volume), in Pratomagno in the first decay class (51% of total volume) and in Monte Amiata in the last two decay classes (63% in fourth and fifth decay classes).

 

3. Giongo S, Montecchio L, Longa C, Dal Maso E, Maresi G (2017) "Hymenoscyphus fraxineus in Trentino: quali danni e quali conseguenze"

 

Riassunto: Il patogeno Hymenoschyphus fraxineus appare ormai insediato in tutto il territorio trentino dove sta provocando danni evidenti. In particolare la rinnovazione di frassino maggiore appare già fortemente compromessa sia nelle situazioni di sottobosco sia negli imboschimenti naturali. Le piantine già affermate risultano colpite nella quasi totalità con mortalità anche elevate, mentre la presenza del fungo anche sulla rinnovazione di orniello apre
nuovi scenari per la sua diffusione. Le piante adulte di frassino maggiore mostrano danni anche intensi ma al momento non sono riscontrabili soggetti morti. Alcuni alberi al contrario appaiono indenni e potrebbero costituire un prezioso serbatoio genetico per il futuro. Nel complesso, a soli 4 anni dai primi ritrovamenti della malattia, l’impatto è tale da far ritenere il frassino maggiore perso per le scelte gestionali. Si pone anche il problema di come gestire le piante deperienti, specie nei contesti turistici, e di come tutelare e valorizzare i soggetti sani.

 

Abstract: Hymenoschyphus fraxineus appears as a common presence in all the Province of Trento, causing evident damages. Natural regeneration of European Ash has been already heavily affected either in wood or in open field. Young trees were almost all infected with elevated level of mortality, while occasionally attacks on flowering ash are observed, opening new scenarios for the pathogen spread. Adult trees are badly damaged, but till now no dead ones were observed. Some trees were found healthy and they could be a precious reserve of potential resistant genotypes for the future. After only four years from the fists recovering of the disease, the impact is so strong that we can considered the European ash without any potential for the sylvicultural management. Moreover, it is necessary to manage the declining trees especially in the touristic contests while it is important to recognize and save the few apparent resistant trees.

 

4. Scotton M, Rossetti V (2017) "Lo stato di conservazione dei prati seminaturali planiziali della regione Veneto"

 

Riassunto: Attraverso il sottoprogramma WP8 foraggere del progetto BIONET è stata realizzata nella pianura veneta la caratterizzazione dei prati di origine agricola di particolare interesse per la biodiversità vegetale. Nel progetto, il Dipartimento di Agronomia, Animali, Alimenti, Risorse naturali e Ambiente (DAFNAE) dell’Università degli Studi di Padova si è occupato dello studio bibliografico, cartografico e di campo delle aree prative site nelle province di Padova, Rovigo e Verona. Grazie allo studio cartografico è stato creato un database con le informazioni sulla distribuzione delle aree prative nelle tre province, che ha permesso di indirizzare i rilievi di campo per la caratterizzazione delle singole praterie.
Lo studio bibliografico è stato realizzato per supplire alla mancanza di lavori sintetici sui tipi di prato presenti dell’area considerata, elaborando una chiave in cui sono stati incluse le analisi vegetazionali compiute da diversi autori sulle praterie seminaturali di bassa quota in Veneto,
Trentino e Friuli-Venezia Giulia. I rilievi di campo, eseguiti sull’intero territorio delle tre province considerate, hanno permesso la raccolta di informazioni sul tipo vegetazionale, sulla gestione e sul grado di alterazione di circa 500 ha di prati ricchi di specie individuati.


Abstract: Within the Work Package 8 (grassland) of the BIONET project a characterization of semi-natural grasslands with high-nature value interest was performed in the Veneto plain. In the project, the DAFNAE department of the Padova University was responsible for the bibliographic, cartographic and field work carried out in the Padova, Rovigo and Verona Provinces. With a cartographic study a database containing the spatial location of the grasslands in the three provinces was created. The obtained cartography was used as a guide for the field surveyes carried out on each identified grassland surface. A literature study was done to collect available documents describing the grassland vegetation present in the studied area. A key for the identification of the grassland types including all analysis performed by different authors in the plain areas of Veneto, Trentino and Friuli was produced.
The field surveys, carried out in the three provinces, allowed to collect information about vegetation type, management and alteration degree of about 500 ha of species-rich grassland.

 

5. Bianchetto E, Tardelli L, Acciaioli A (2017) "Il pascolamento di capre Cashmere come strumento per la gestione sostenibile e la valorizzazione di aree marginali nel Chianti Senese"

 

Riassunto: L’allevamento di capre Cashmere nel territorio del Chianti, famoso per le sue produzioni di olio e vini di pregio, riveste un significato non solo per la fibra di qualità che fornisce, quanto per il ruolo che può avere nella gestione del territorio dal punto di vista dell’equilibrio ambientale e della sostenibilità. Nel presente studio sono state proposte e testate tecniche razionali di gestione e alimentazione degli animali attraverso il pascolamento di risorse vegetali più povere, allo scopo di proporre soluzioni che scongiurino i danni sulle formazioni più sensibili quali il bosco. Il monitoraggio è stato realizzato su più aree di bosco e arbusteto, sottoposti a pascolamento per periodi differenti (1, 2 e 4 anni) allo scopo di valutarne l’impatto e la risposta della componente vegetazionale. Emerge un aumento consistente del numero di specie nel bosco pascolato per 4 anni (passate da 37 a 50), mentre
nelle altre aree il numero di specie è rimasto costante. L’indice di Shannon (H’) è variato positivamente in tutte le aree con incremento più evidente per l’arbusteto. I diversi approcci per il calcolo del carico animale hanno dato risultati paragonabili per le formazioni rilevate.

 

Abstract: Cashmere goats farm has a crucial role in the Chianti land, famous for the production of quality oil and wine. The importance of Cashmere goats farm depends not only
on the quality fibres production but also on its role for a sustainable and correct land management. In the present paper rational techniques for the management and nutritional regimen of the animals are proposed. The techniques are based on the grazing of poor vegetal species with the aim of giving solutions finalized at avoiding damages to the sensitive systems, such as the forest. The monitoring activity was realized on forests and shrubs grazed for different time intervals (1, 2 and 4 years). The aim was to evaluate the impact of grazing activity and the vegetation response. Results highlight an increase of the number of species in the forest grazed for 4 years (from 37 to 50), in the other vegetal formations no changes were detected. Shannon index (H’) varied positively in all the study areas, with a higher increment in the shrubland. Different approaches in the evaluation of the carrying capacity evidenced similar results in the various vegetal formation.

 

6. Tuccio O, Accastello C, Blanc S, Mosso A, Brun F (2017) "Scenari economici di utilizzazioni forestali in relazione all’aumento della viabilità: il caso dell’alpeggio Vacchereggio"

 

Riassunto: Spesso la mancanza di viabilità rappresenta un grande limite per una gestione attiva e sostenibile delle risorse naturali nei contesti forestali e pascolivi. Lo scopo del lavoro
è verificare l’impatto economico della viabilità sul valore di macchiatico di un soprassuolo montano, collocato nel nord del Piemonte, nel quale la gestione attiva è assente da circa mezzo secolo. In particolare, si valuta la sostenibilità delle utilizzazioni forestali mediante la comparazione di due scenari, uno che prevede la cantierizzazione del soprassuolo nelle condizioni attuali di servizio (“scenario A”) ed uno in cui si ipotizza l’apertura di una pista forestale di esbosco, (“scenario B”) che ne migliora l’accessibilità, ampliando inoltre l’area servita. Tramite la stima del valore di macchiatico ed il calcolo di indicatori di convenienza classici, è stato possibile riscontrare che le utilizzazioni forestali risultano sostenibili per entrambi gli scenari, ma la costruzione di una pista di esbosco aumenta, in maniera sostanziale, le performance economiche dell’utilizzazione.

 

Abstract: The lack of viability is often the main limit for which the active and sustainable management of natural resources is difficult for rural contexts, where most of forests and pastures are located. The aim of the work is to assess the economic impact of road network on the stumpage value of a mountain forest area, located in North Piedmont, in which an active management is absent since 50 years. In particular, the paper assesses the sustainability of forest exploitation by comparing two scenarios: the first evaluates the current conditions (“scenario A”) and the second evaluates the impact of opening a new forest track, (“scenario B”). The assessment of the stumpage value and of classic indicators of profitability, show that forest exploitations are sustainable for both scenarios, but the construction of a forest skidding track makes the second scenario much more profitable.

 

7. Pontalti L (2017) "La trota marmorata dai fiumi ai ruscelli: possibilità, per una specie in pericolo, di allargare il proprio habitat – Prima parte: insediamento dei giovanili"

 

Riassunto: La trota marmorata (Salmo marmoratus Cuv.) è specie di fiume endemica del Distretto padano veneto, considerata in pericolo. Abbiamo messo in evidenza che è possibile ottenere giovanili di trota marmorata in ruscello, dopo il trasferimento altrove della preesistente popolazione di trota fario (Salmo trutta L.) che nel Trentino è ritenuta alloctona. Le giovani trote marmorate, immesse allo stadio di embrioni, hanno raggiunto all’età di 18 mesi lunghezze totali comprese tra 12 e 24 centimetri: si sono insediate nel ruscello in densità minore rispetto alle fario, ma il loro valore è superiore.

 

Abstract: Marble trout (Salmo marmoratus Cuv.) is an endangered species originating in the Po River basin. Survival of juveniles of marble trout was possible in a small Trentino stream, when the pre-existent brown trout population (Salmo trutta L.), non-native to the region, was removed. Marble trout, stocked at eyed-egg and alevin stages, reached a total length of 12-24 cm at 18 months; marble trout density in the stream was lower than brown trout, but their commercial value was greater.

 

8. Sottovia L (2017) "Il nuovo sito di importanza comunitaria “Val Jumela” (cod. IT3120179)"