DENDRONATURA N.1 2016

 

1. Grofer A. (2016) "Rapporto fra comunità di villaggio e paesaggio"

Riassunto: Nonostante le modificazioni dell’età contemporanea, il territorio conserva i segni dell’evoluzione sociale e culturale delle popolazioni che lo hanno abitato. Elemento ancora riconoscibile è il villaggio, come espressione della comunità organizzata sotto l’aspetto fisico, sociale e familiare. Assumono quindi particolare importanza le “Carte di regola” e gli “Statuti” dell’età comunale, che disciplinavano, nell’interesse comune, l’uso della montagna in generale, del bosco, dei pascoli, delle acque, ecc. in particolare. Questi documenti rappresentano uno degli elementi sostanziali per la conoscenza del paesaggio agro-forestale-pastorale quale era in età preindustriale.

Parole chiave: Comunità, paesaggio, regole, usi civici.

 

2. Leoni D. (2016) "Il bosco alpino e la guerra 1915-1918"

Riassunto: La prima guerra mondiale (1915-1918) in tutta la zona delle Alpi colpì non solo gli uomini, ma anche i boschi. Il bosco fu distrutto sia per essere utilizzato per ogni tipo di costruzioni, sia per liberare la superficie da un potenziale rifugio o nascondiglio. Gli effetti furono negativi: alla diminuzione sensibile della superficie forestale seguì un aumento del dissesto idrogeologico e le comunità locali videro annullate le provenienti dalla montagna. Questa distruzione contribuì comunque a cambiare la percezione del bosco da parte dell’opinione pubblica, che iniziò, ancora negli anni della guerra, a manifestare idee di salvaguardia e ricostruzione del manto forestale.

Parole chiave: Alpi, bosco, distruzione, guerra.

 

3. Rosà A. (2016) "Il ruolo delle proprietà collettive nello sviluppo del territorio. Il caso delle valli di Fiemme e Fassa"

Riassunto: Il contributo ha come oggetto le proprietà collettive, intese come un diverso modo di possedere, alternativo alla proprietà pubblica e privata. Lo studio di questa particolare forma di proprietà richiede un approccio interdisciplinare, in grado di valutare l’incidenza che i sistemi di gestione e uso collettivo delle risorse naturali hanno sul territorio, nelle sue componenti ambientale, economica, sociale e culturale e che tenga conto anche della percezione che gli enti gestori di beni collettivi hanno di sé e del loro ruolo nell’ambito di una comunità. Si prendono in esame i commons delle valli di Fiemme e Fassa, territorio con consolidata presenza di istituzioni collettive, alcune delle quali con una storia secolare (come la Magnifica Comunità di Fiemme) che gestiscono un ricco patrimonio silvo- pastorale. Il contributo mette in evidenza le importanti funzioni svolte dalle proprietà collettive: una funzione ecologica di conservazione e valorizzazione delle risorse naturali, una funzione economica di utilizzo delle risorse e una funzione socio-culturale di coesione sociale e tutela del patrimonio storico e culturale della comunità. Da più parti si è spesso ritenuta impossibile una gestione efficiente dei beni comuni (la cosiddetta ‘tragedia dei commons’), ma le istituzioni esaminate dimostrano invece come sia possibile coniugare l’efficienza della gestione con la sostenibilità ambientale e la solidità istituzionale. Nel contesto della governance territoriale, le proprietà collettive si configurano pertanto come sistemi di gestione sostenibile delle risorse naturali e possono quindi svolgere un importante ruolo di promozione dello sviluppo del territorio.

Parole chiave: proprietà collettive, gestione delle risorse naturali, sviluppo sostenibile, governance, Valli di Fiemme e Fassa (Trentino).

 

4. Accastello C. & Brun F. (2016) "Un modello spaziale per l’analisi dei costi di utilizzazione in un’area montana"

Riassunto: L’articolo descrive un modello spaziale, applicato ad un’area forestale montana, in cui si è ripercorso il processo di stima dei costi di utilizzazione in funzione delle caratteristiche territoriali, degli assortimenti retraibili e degli interventi previsti dalla pianificazione forestale. Basato sui dati del Piano Forestale Aziendale del comune di Oulx (TO), il modello opera a livello delle particelle individuate su base strutturale in una compresa forestale produttiva e restituisce un indice, chiamato Valore di Vocazionalità, che misura l’attitudine all’utilizzazione forestale di ciascuna area in cui si può intervenire con i cantieri forestali. Tale indice viene poi utilizzato per calcolare le rese delle singole operazioni dei cantieri forestali al fine di stimare in modo oggettivo il loro costo. I risultati mostrano un forte legame tra i costi unitari di utilizzazione, compresi mediamente tra 30 e 50 €·m-3, e l’ indice, che pertanto si presta ad essere efficacemente utilizzato per fornire indicazioni speditive.

Parole chiave: economia forestale, costi di utilizzazione, modello spaziale, Piemonte.

 

5. Zenatti S., Gottardo L., Scotton M. (2016) "Restauro ecologico di praterie seminaturali tramite distribuzione di erba verde: l’esempio di Canal San Bovo (TN)"

Riassunto: Il restauro di praterie seminaturali e ricche di specie è diventato negli ultimi anni uno strumento importante per valorizzare il paesaggio e il pregio naturalistico degli ambienti
alpini tipici. Un restauro di questo tipo deve mirare ad ottenere fitocenosi ricche di specie native, in equilibrio con l’ambiente e in grado di soddisfare esigenze di produzione di foraggio, di biodiversità e paesaggistiche. La tecnica analizzata per il restauro è la distribuzione di erba
verde proveniente da praterie donatrici della zona, ricche di specie e gestite in maniera estensiva. Tale tecnica permette di ottenere ottimi risultati in tempi brevi e con costi abbastanza contenuti. Nell’articolo vengono descritti i lavori di preparazione del suolo e applicazione della tecnica di rinverdimento e sono analizzate l’efficienza tecnica del restauro (velocità di copertura del terreno) e l’efficienza ecologica, valutata osservando il trasferimento di specie dalle praterie donatrici ai siti restaurati. Per gli anni successivi al restauro bisogna prevedere una gestione delle praterie ottenute calibrata sulle caratteristiche di elevata biodiversità e di produzione di foraggi di pregio adatti a produzioni casearie di qualità.

Parole chiave: Biodiversità, Restauro ecologico, Specie native, Efficienza ecologica, Praterie seminaturali.

 

6. Graziani A., Antisari L.V. (2016) "Studio di una cronosequenza di suoli in rimboschimenti di Pseudostuga menziesii (Mirb.) Franco nella Riserva di Vallombrosa (FI)"

Riassunto: La ricerca ha riguardato lo studio del suolo in funzione dell’età del rimboschimento in popolamenti di Douglasia di alcune parcelle sperimentali nella Riserva di Vallombrosa (FI). Lo studio è stato realizzato nell’ambito di una collaborazione tra DipSA-Università di Bologna e
CREA-SEL di Arezzo volta a monitorare gli stock di carbonio e azoto di soprassuoli forestali. Per questa indagine sono stati aperti sette profili sotto piantagioni di douglasia di 60, 80, 100 e 120 anni e su di essi sono stati effettuati i campionamenti degli orizzonti diagnostici e per il calcolo della bulk density. Lo studio del profilo e le analisi fisiche, chimiche e biochimiche di laboratorio hanno condotto alla classificazione dei suoli secondo la Soil Taxonomy e i parametri di mobilità del ferro ne hanno definito la situazione evolutiva. In relazione all’età delle piante si sono osservati il processo pedogenetico e l’accumulo di sostanza organica lungo la cronosequenza e si sono calcolati gli stock di carbonio totale, delle frazioni del C umificato e non umificato e di azoto totale.

Parole chiave: douglasia, soil carbon stock, Vallombrosa.

 

7. Dalla Valle C., Paris P., Pisanelli A., Camilli F. (2016) "I sistemi agroforestali"

Riassunto: La necessità di aumentare in modo sostenibile le produzioni alimentari e legnose richiede modelli colturali in grado di coniugare sostenibilità ambientale ed efficienza produttiva. L’agroselvicoltura può contribuire all’obiettivo grazie alla consociazione di alberi fuori foresta, colture erbacee e zootecnia estensiva, permettendo un’intensificazione ecologica della produttività e un uso efficiente delle risorse naturali. Questo sia con nuovi sistemi agroforestali, sia attraverso la valorizzazione dei residui sistemi agroforestali tradizionali, importanti presidi di biodiversità e paesaggio. La Politica Agricola Comune (PAC) ha avuto un ruolo determinate a scapito dell’agroselvicoltura, finanziando solo la monocoltura agricola o forestale. La nuova PAC offre invece spunti di apertura per tutelare e promuovere l’agroselvicoltura in Europa.

Parole chiave: Agroforestazione, Politica Europea, Sviluppo Rurale.

 

8. Tomasetti R. (2016) "Esperienze di gestione associata delle risorse forestali"

Riassunto: La gestione collettiva del patrimonio forestale, un tempo motivo di sopravvivenza per le popolazioni di montagna, oggi assume un alto significato etico e sociale. I beni collettivi assicurano comunque sempre anche un valore economico, legato alla salvaguardia dell’ambiente, come ad esempio dimostra la minor incidenza di incendi nelle aree forestale condotte con gestione associata.

Parole chiave: Associazionismo, collettività, valore sociale, salvaguardia ambientale.

 

9. Rizzardi M. (2016) "La gestione del patrimonio forestale e delle risorse ambientali in Val di Non: il ruolo delle A.S.U.C. - amministrazioni separate beni uso civico"

Riassunto: Il territorio assoggettato ad uso civico in Val di Non è pari al 60,0% del totale e possiede una vocazione fortemente naturale: boschi, alpi e pascolo ne sono gli elementi caratterizzanti. Tale patrimonio ambientale è gestito e tutelato dalle Amministrazioni Separate beni Uso Civico, dove presenti, o, in alternativa, dai consigli comunali. Queste Amministrazioni sono denominate con l’acronimo A.S.U.C e lo studio condotto ha permesso di caratterizzare il loro operato nella gestione del patrimonio forestale e delle risorse ambientali in Val di Non.
Da una visione generale dell’uso civico presente in Trentino, si pone quindi l’attenzione specifica alle ventidue A.S.U.C presenti in Val di Non. Per quanto concerne la parte metodologica, si è scelto di utilizzare un questionario semi-strutturato somministrato face to face ai rappresentati delle A.S.U.C nell’area oggetto di studio. Dall’elaborazione dei dati ricavati emerge come la foresta sia l’elemento naturale principale. Le utilizzazioni del bosco sono preponderanti e l’ente indirizza le sue attenzioni al legname. In secondo piano troviamo le altre
risorse ambientali che, pur essendo presenti, non sono valorizzate come meriterebbero.
Oltre a ciò, affiorano numerosi altri aspetti inerenti la gestione del territorio: dall’analisi dell’esercizio degli usi civici, al sistema di reinvestimento dei profitti, spaziando per il rapporto con la comunità locale.

Parole chiave: A.S.U.C, Val di Non, uso civico, gestione forestale, risorse ambientali.

 

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