DENDRONATURA N.1 1997

 

1. Cherubini P (1997). Storia di due popolamenti di Abete rosso della Foresta di paneveggio (Trentino) ricostruita con metodi dendroecologi

 

Abstract: The purpose of this study is to provide information on subalpine spruce stand dynamics and to provide suggestions for subalpine spruce silviculture. The large-scale disturbance regime of a subalpine spruce (Picea abies (L.) Karst.) stand at Paneveggio (Trentino, ltalian Eastern Alps, Lat. 46°18, Long. 11°38') is evaluated, and the recent stand history is reconstructed. An analysis of the forest structure with a fine resolution record of growth dynamics is presented, and dendroecological methods for the study of stand dynamics in other regions on the Alps are suggested.

 

Key words: Dendroecology - Stand dynamics - Disturbances - Picea abies - Norway spruce - Subalpine belt - Alps - ltaly

Download
Cherubini_1997.pdf
Documento Adobe Acrobat 331.7 KB

 

2. Motta R, Franzoi M (1997). Foreste di montagna ed ungulati selvatici nel Parco naturale di Paneveggio-Pale di S. Martino (TN)

 

Riassunto: È stato effettuato un inventario dei danni provocati dagli ungulati selvatici sulla rinnovazione forestale all'interno del Parco Naturale di Paneveggio-Pale di S. Martino (TN). Nell'ambito di questo inventario, svolto nel 1994-95, sono stati effettuati 225 punti di campionamento e sono stati osservati 7945 esemplari di rinnovazione.

È risultato danneggiato, da parte degli ungulati selvatici, il 15,6% della rinnovazione forestale. il danno è stato provocato dal brucamento nel 12,1% dei casi, da sfregamento dei palchi dei cervidi nel 3,4% dei casi mentre lo scortecciamento è quasi assente interessando solo lo 0,1%. L'incidenza del danneggiamento varia in modo considerevole all'interno delle diverse specie: le specie più danneggiate dal brucamento sono il sorbo degli uccellatori (Sorbuss aucuparia L), i salici (Snlix ss.pp.) e l'abete bianco (Abies alba Mill.) mentre le specie più danneggiate dallo sfregamento sono il pino cembro (Pinus cembra L.) ed il larice (Larix decidua Mill). La zona del Parco che è risultata più danneggiata è la Valzanca, dove il 24,9% della rinnovazione presenta tracce di danneggiamento, mentre la zona meno danneggiata è la Val Venegia con il 7,7%.

L'incidenza del danneggiamento è risultata più elevata nel piano montano rispetto al piano subalpino; nel piano montano sono più diffusi i danni da brucamento mentre nel piano subalpino sono più diffusi i danni da sfregamento.

Le densità di ungulati attualmente presenti possono essere considerate ancora compatibili con la gestione forestale in quanto l'abete rosso

(Picea abies (L.) Karst.), che è la specie di maggiore interesse, è danneggiata in modo limitato. Le stesse densità animali possono essere

considerate non compatibili con la conservazione ed il miglioramento dal punto di vista naturalistico degli ecosistemi forestali soprattutto

considerata la destinazione a Parco Naturale dell'area studiata.

 

Abstract: The authors carried out in the Paneveggio-Pale di S.Martino Natural Park (TN) an inventory of damages caused by wild ungulates to forest regeneration. For such inventary 225 sample points and 7945 regeneration specimens have been observed in 1994-95.

The 15,6% of forest regeneration was found damaged by wild ungulates. The damages are caused by browsing (12,1%), fraying (3,4%) while the bark stripping is quite absent (0,1%). The incidence of damage in each species varies considerably and the tree species most sensitive to browsing are the Rowan (Sorbuss aucuparia L), the Willows (Salix ss.pp.) and the Silver fir (Abies alba Mi11.); the tree specie most sensitive to fraying are the Cembran pine (Pinus cembra L.) and the Larch (Larix decidula MilL). The most severely damaged area (Valzanca) shows an incidence of damage of 24,9%, whilst the least affected area (Val Venegia) shows only 7,7%.

A higher rate of damage was reported on the mountain level than on the subalpine level; browsing is more widespread in the mountain level, whilst fraying is more common in the subalpine leve!.

Even the density of wild ungulates is still cornpatible with the forest management (the Norway spruce (Picea abies (L.) Karst.) the most important forest species is affected only in the ,9% of the regeneration specimens) the same density could represent an obstacle for the conservation and the improvement of the whole forest ecosysterns.

Download
Motta & Franzoi_1997.pdf
Documento Adobe Acrobat 761.8 KB

 

3. Colaone M, Pedrolli M, Tomasetti R (1997). Rischio idrogeologico e difesa del suolo: l'esperienza nella Provincia Autonoma di Trento

 

Riassunto:  In un contesto ambientale totalmente montano come quello della Provincia Autonoma di Trento la fragilità dell'ambiente, la vulnerabilità del territorio e, quindi, gli interventi di difesa assumono una rilevanza fondamentale.

Non a caso nel Trentino la consapevolezza della difesa del territorio e della necessità di interventi di difesa del suolo ha radici storiche profonde legate sia alla tradizione di autogestione delle comunità montane, sia alle più moderne politiche di intervento introdotte dall'amministrazione austriaca nel secolo scorso.

Gli Autori analizzano gli interventi di difesa attiva e passiva del suolo realizzati dal dopoguerra ad oggi, illustrandone gli obiettivi, gli strumenti organizzativi e finanziari ed i risultati ottenuti. In particolare vengono proposti alcuni indicatori significativi per il monitoraggio dell'efficacia degli interventi di conservazione e miglioramento della copertura forestale ed una serie di dati relativi agli interventi realizzati per la difesa idrogeologica e la regimazione delle acque. In riferimento agli anni più recenti sono esaminati alcuni strumenti legislativi e di pianificazione urbanistica relativi al rischio idrogeologico e introdotti sulla base di una visione integrata della tutela del territorio e dell'ambiente.

L'esperienza maturata nella Provincia Autonoma di Trento in materia di difesa del suolo dimostra come sia possibile innalzare la soglia del rischio idrogeologico rendendo più stabile la sicurezza complessiva del territorio: ne è riprova il fatto che piogge intense, verificatesi negli ultimi anni e assimilabili a quelle registrate nell'alluvione del 1966, non hanno provocato in Trentino dissesti o eventi alluvionali.

Download
Colaone et al_1997.pdf
Documento Adobe Acrobat 244.1 KB

 

4. Odasso M (1997). Tipologie forestali e selvicoltura naturalistica: un esempio di applicazione per il Biotopo di Fiavé (TN)

Download
Odasso_1997.pdf
Documento Adobe Acrobat 240.2 KB

 

5. Malesani L (1997). Il Progetto Lite "Ursus - Tutela della popolazione di Orso bruno del Brenta"

Download
Malesani_1997.pdf
Documento Adobe Acrobat 267.7 KB

 

6. Filippi Gilli E (1997). Prima proposta per l'introduzione di un modello selvicolturale per le aree franose su detrito filladico

Download
Gilli_1997.pdf
Documento Adobe Acrobat 144.5 KB

 

7. Antolini G (1997). Recupero, per scopi alpicolturali, di malga Campei di Lanciada (1735 m s.m.), di proprietà dell' Amministrazione Separata degli Usi Civici di Tione, in C. C. di Tione II parte.

Download
Antolini_1997.pdf
Documento Adobe Acrobat 259.2 KB